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Papa San Zosimo Storia di un Papa Santo in Calabria

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Tra i tanti personaggi illustri che hanno onorato la Calabria, filosofi, scienziati, poeti, scrittori, pittori, cantanti, stilisti,abbiamo avuto la fortuna e l’onore di aver dato i natali anche a dei Papi.
La figura che presenterò è Papa San Zosimo, nato a Reathio verso la seconda metà del 300 (l’odierna MESORACA provincia di Crotone).
Era un monaco basiliano che, trasferitosi poi a Roma, succedette a Papa Innocenzo I al soglio Pontificio il 14 Marzo nel 417, venerato come Santo e sepolto nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura a Roma. La sua ricorrenza è il 26 dicembre. Della sua storia precedente all’elezione conosciamo poco, sappiamo per certo quanto scritto nel LIBRO DEI PAPI (memoria ufficiale dei vescovi di Roma da San Pietro fino ai nostri giorni) che suo padre si chiamava Abramo. Da questa affermazione alcuni studiosi arrivarono a sostenere che la sua famiglia fosse di origine ebraica, ma di ciò non esiste alcuna certezza. La celebrazione al soglio pontificio fu celebrata dal vescovo di Arles Patroclo, che in seguito ricevette dal Papa San Zosimo il riconoscimento di avere il predominio della sua diocesi sulla Gallia, una specie di supermetropoli, facendosi per questo assegnare dal papa i diritti metropolitani su altre province, come Vienne, Narbona, Marsiglia, Lione. Nel suo breve pontificato di quasi due anni si trovò a dover affrontare grosse problematiche, tra queste l’eresia di Pelagio.  Chi era Pelagio? Era un monaco britannico, che sosteneva la possibilità dell’uomo nell’operare il bene e meritare il Paradiso senza l’aiuto della Grazia di Dio o dell’azione salvifica di Cristo. Siccome ciascuno è responsabile delle proprie azioni, il peccato di Adamo non ricade sull’umanità, quindi non serve il Battesimo e la confessione. Questo pensiero considerato eretico con il nome di Pelagianesimo fu combattuto dalla Chiesa, in modo particolare da Sant’Agostino. Durante il suo Pontificato riconobbe l’eresia con l’ausilio dei vescovi africani, quindi pubblicò il suo TRACTORIA dove condannava il pelagianesimo e i suoi fondatori. Oltre alla risposta data agli eretici e al riordino ecclesiastico in molte diocesi, ricordiamo Papa San Zosimo anche per aver introdotto l’uso della stola per i Diaconi, nonché la facoltà estesa a tutte le chiese parrocchiali nel mondo di effettuare la benedizione del Cero Pasquale. (Cero che troviamo acceso nelle nostre chiese in occasione dei battesimi, dei funerali e durante tutto il periodo Pasquale).  La ricostruzione storica del Papa è stata possibile grazie alla pubblicazione di tre libri dedicati alla sua vita.  Il primo risale alla metà del 1700, scritto da Monsignor Giovanni Andrea Fico, il secondo da Monsignor Carmelo Lo Re e infine il testo più recente scritto dal Prof. Stefano Cropanese “La barca di Pietro nel mare in tempesta” del 2020. Una ricerca non facile perché parliamo di un’epoca molto lontana dalla nostra e di un pontificato molto breve. Il primo autore Mons. Andrea Fico seppe produrre una ricca ed accurata documentazione storica, avendo consultato l’archivio Segreto Vaticano, le più rinomate biblioteche dell’Urbe e i più insigniti Maestri di Storia Ecclesiastica.
Oltre agli scritti giunti a noi, abbiamo diversi dipinti che raffigurano Papa San Zosimo. Ricordiamo la Cappella privata della famiglia Altemps a Roma (metà del 1700), con un’opera commissionata dal Duca di Gallese e Signore di Mesoraca, che raffigura Papa San Zosimo. Il dipinto nella chiesa del Ritiro a Mesoraca. A Crotone, nel Seminario Arcivescovile il Papa è raffigurato insieme ad altri due Pontefici nati nella provincia di Crotone, Sant’Antero di Petelia e San Zaccaria dell’antica Siberene. E ancora a Mesoraca troviamo San Zosimo I in un grande bassorilievo ubicato all’ingresso della cittadina, così come i cartelli recanti la scritta “Benvenuti a Mesoraca, Patria di Papa San Zosimo I”. Nella stessa cittadina si trova anche una bellissima opera su tela del pittore Giuseppe Filice ubicata in apposita nicchia proprio nella via dedicata al Santo. In onore del Pontefice è stato istituito un Premio “San Zosimo I Romano Pontefice” organizzata dall’associazione Culturale “Reatium” di Lavena Ponte Tresa, cittadina lombarda gemellata con Mesoraca. Il premio consiste in una preziosa opera d’arte, raffigurante San Zosimo I, realizzata dal rinomato scultore Maestro Carlo Cistaro. La pregevole scultura, accompagnata dalla pergamena con la motivazione, è stata donata a Sua Santità Papa Francesco, al regista Premio Oscar Giuseppe Tornatore, al direttore d’orchetra Riccardo Muti, al compositore Ennio Morricone, al tenore Andrea Bocelli, allo scienziato Antonino Zichichi, ai Cardinali Scola, De Giorgi, Sarah e Sako e all’Arcivescovo Georg segretario di Papa Benedetto XVI. Recentemente Il Prof. Stefano Cropanese oltre ad aver istituito il Premio intitolato a San Zosimo, ha composto un Inno a 4 voci intitolato LAUDE a Papa San Zosimo e scritto una preghiera approvata dall’Autorità Ecclesiastica.

 Flavia Lombardo

 

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