Cerca
Close this search box.

A pochi giorni dalla nuova Conferenza dei Servizi, ancora un confronto tra l’ex Presidente della Regione, Mario Oliverio, ed il Sindaco di Crotone, Vincenzo Voce

Bianco Illustrazione Motivazionale Citazione Sfondo Telefono - 1

 

Ascolta la versione audio dell’articolo

Prosegue il confronto a distanza tra l’ex Presidente della Regione, Mario Oliverio, e il Sindaco di Crotone, Vincenzo Voce. I due, infatti, sono stati ospiti ieri nel programma radiofonico Pit Stop di Radio Valentina e sono stati intervistati da Antonella Scalzi.

Al Sindaco è stato chiesto qual è la posizione del Comune sulla richiesta di revisione degli accordi del 24 ottobre 2019 avanzata da Eni e della quale venerdì si discuterà nel corso della Conferenza dei Servizi, ebbene, il primo cittadino ha risposto che: “La posizione è netta, lo sto dicendo in tutte le lingue, è quella di mantenere fede a quegli accordi”. Ma se i rifiuti dovessero rimanere a Crotone qual è il futuro della città? Il Sindaco ha proseguito sottolineando che: “Dopo i fuochi del 1993 abbiamo cercato una sorta di reindustrializzazione, ci sono stati vari progetti messi in campo ma sono stati quasi tutti fallimentari e oggi necessariamente dobbiamo puntare su una economia green, sullo sviluppo turistico, croceristico, sull’agroalimentare, questi sono i settori veramente sui quali puntiamo, ma per fare questo abbiamo la necessità di sbrogliare prima questa matassa.

Esattamente, questo è fondamentale, io seguo le vicende legate alla bonifica oramai da quasi due decenni, consideri che la prima caratterizzazione che è stata fatta sui suoli è del 2000, sono passati 24 anni dalle prime analisi ufficiali che sono state fatte sul sito industriale e siamo di nuovo al punto di partenza, se dopo 24 anni ci ritroveremo intorno a un tavolo per decidere che fare io dico che c’ è veramente la volontà di non fare questa bonifica”

Il sindaco da ultimo sottolinea che parteciperà alla Conferenza di Sevizi del prossimo 3 maggio e: “Le canterà…”.

Mario Oliverio, invece, ha chiaramente espresso che: “Era il 24 ottobre 2019 quando si pervenne ad una decisione netta, ovvero quello di approvare un dispositivo nella Conferenza dei Servizi che imponeva a Eni di portare i veleni fuori da Crotone. Questa decisione è stata il frutto di un approfondimento serio e di un confronto molto aspro con Eni che è durato tre anni perché Eni non aveva alcuna voglia di portare i rifiuti fuori da Crotone. Ebbene, il dispositivo che appunto imponeva a Eni di portare i rifiuti fuori -prosegue l’ex Presidente- lo abbiamo fatto sulla base degli approfondimenti, delle analisi di istituti scientifici, tra cui Ispra, Arpacal, l’Istituto Superiore di Sanità e tante altre università che hanno concorso, attraverso approfondimenti e studi, a determinare quella scelta. Eni è passibile del reato di omessa bonifica, ma come mai Eni nel corso di questi cinque anni non è stata chiamata alle proprie responsabilità? Perché Eni nel 2019 presentò un piano di bonifica richiesto dal Ministero, dalla Regione e dal Comune, che è allegato a quella Conferenza di Servizi, indicando le aree dove erano allocate le discariche, il 25% al nord est Italia, il 25% al nord ovest, il 25% al sud e il 25% all’ estero. In quel momento si trattava di discariche non ancora sature, però Eni ha aspettato cinque anni senza fare nulla, senza muovere un dito, quindi c’è una grave responsabilità di Eni.

Poi naturalmente il fatto che Eni dica oggi che non ci sono discariche è assolutamente infondato perché Eni è chiamata comunque, questo è il dato di fondo, a portare i rifiuti fuori dalla Calabria. Non si può giocare sulla pelle dei cittadini, non si può giocare sulla pelle dei bambini. Non va bene tutto questo, e io mi sento di dare un contributo in questa direzione perché Crotone è un’area importante della Calabria, perché Crotone può avere uno sviluppo se si libera da questo abito avvelenato, che sono i rifiuti che permangono lì nel sito industriale. Non ci sarà futuro per Crotone né turismo né agroalimentare, se non si libera la città da questi veleni. Questo è il punto” Mario Oliverio evidenzia anche di avere scritto una lettera al Sindaco Voce in merito ad una polemica circa il cosiddetto fattore di pressione, adducendo che il fattore di pressione approvato quando Oliverio era Presidente della Regione sarebbe un fattore di pressione farlocco, cioè non vincolante dal punto di vista della tutela di Crotone, niente di più infondato.

Nella lettera, prosegue l’ex Presidente, sostiene di avere informato il Sindaco che nel nuovo piano dei rifiuti che la regione ha approvato non due o tre anni fa, ma che ha approvato il 12 marzo scorso, circa due mesi fa, è stato radicalmente cancellato il fattore di pressione e viene totalmente stravolta la possibilità di tutelare Crotone, anche per quanto riguarda la bonifica del sito industriale e quindi i rifiuti pericolosi. Perché? Perché a pagina 370, per la precisione, vengono consentite le discariche di scopo, cioè viene consentito, ammesso che Eni avanzi questa proposta e potrebbe avanzarla, quella di realizzare una discarica di scopo. L’ unico vincolo che rimane è il vincolo dettato dalla conferenza dei servizi del 24 ottobre 2019. Per quanto poi concerne la revisione de fattore localizzativo anche questa è una farsa, perché innanzitutto Voce scrive al Presidente della Regione una lettera a piano già approvato e pubblicato sul Burke della Regione, già operativo. Era il 13 aprile e il piano è stato approvato il 12 marzo. Quindi, Voce, in sede di elaborazione e approvazione del piano sarebbe dovuto intervenire e Dire: “Fermatevi perché state approvando un piano che rimuovendo anche quel vincolo apre le porte di Crotone a tutti gli scarichi di rifiuti”. Ma Voce non ha assunto questa iniziativa, pertanto, si aprono degli spiragli anche per quanto riguarda il tentativo di Eni di rimettere in discussione gli impegni del 2019 attraverso la possibilità di realizzare gli scarichi di scopo che nel precedente piano non era possibile realizzare.

Questo quanto, al momento si resta in attesa degli esiti della Conferenza dei Servizi convocata per il 3 maggio al fine di esaminare l’aggiornamento del Piano operativo di bonifica Fase 2, relativamente al Piano di gestione dei rifiuti elaborato dalla società Eni. La variante al Pob 2 prevede lo smaltimento del tenorm con amianto presente nelle due discariche a mare, nell’impianto di Columbra. All’incontro parteciperanno in videocollegamento il commissario Emilio Errigo, i rappresentanti di Eni ed Edison e i tecnici degli enti pubblici. Tutto ciò rappresenta una nuova battuta d’arresto nel tanto atteso processo di bonifica che porta con sé molteplici preoccupazioni sanitarie, infatti, come è stato detto da più parti, da medici ed oncologi aumenta il tasso di mortalità a Crotone dei morti per tumore.

Ma ci preme sottolineare una frase del Sindaco in cui ha detto, nel corso della intervista che alla Conferenza dei Servizi “le canterà”. Ci chiediamo e vi chiediamo in che modo le canterà? Si batterà affinché i rifiuti siano portati fuori da Crotone? Perché diciamocelo senza mezze misure, Eni dovendo sopportare i costi di questa bonifica ha tutto l’interesse che i veleni restino in loco, perché così facendo, si avrà una diminuzione delle spese da sostenere. Ma tutto questo a discapito di chi? A discapito della città di Crotone e dei suoi cittadini che continuano ad ammalarsi e continuano a morire, non a caso Pasquale Montilla, oncologo impegnato da decenni nella cura delle vittime di sostanze tossiche, che conosce bene il tipo di rifiuti sotterrati a Crotone, in un’intervista a l’ “Avvenire” ha chiaramente detto che “Solo un paziente su cinque è vivo a cinque anni dalla diagnosi e per ora non c’è alcuna garanzia di un aumento di sopravvivenza. Non solo. Il quadro clinico si aggrava, quando i contaminati si espongono ad altri agenti chimici. In tossicologia lo chiamiamo esposoma – prosegue Montilla –, la malattia si sviluppa più velocemente quando si è toccati da sostanze cancerogene ambientali. Penso alle microplastiche, alle nanoplastiche e ai metalli tossici. In altre parole, per chi ha già inalato fibre di asbesto, anche il fumo di una sigaretta o l’aria di una discarica, accelerando il decorso del tumore, possono rivelarsi fatali. In Italia, specialmente all’interno dei Siti di interesse nazionale, sono moltissime le aree contaminate. Crotone è uno di questi siti. Nella Pertusola di Crotone, per esempio, – conclude il dottor Montilla – la mortalità per tumori è talmente alta da aver fatto disattivare i registri. Certe zone andrebbero chiuse, seppellite e tombate. L’impatto sanitario è devastante”.

La Redazione

Torna in alto