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Bonifica: parla l’ex Assessore all’Ambiente Antonella Rizzo

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Finalmente dopo anni di silenzio si affronta in maniera seria e determinata la vicenda della Bonifica del sito industriale di Crotone. Lo si fa lontano da facili populismi, da toni demagogici propri dei novelli “masaniello”, dalla mistificazione di dati per altro inconfutabili. Lo si fa con un Comitato che raccoglie donne e uomini di diversi orientamenti e percorsi politici, istituzionali e culturali, ma uniti dal bene comune della tutela della salute e della difesa del nostro territorio. In questa importante ed impegnativa battaglia non si parte da zero, ma da un punto fondamentale stabilito dalla Conferenza dei Servizi Decisoria dell’Ottobre 2019 tenuta presso il Ministero dell’Ambiente. Vorrei ancora ricordare che quella Conferenza dei Servizi, grazie al ruolo attivo della Regione Calabria, con Presidente Mario Oliverio, del Comune e della Provincia di Crotone guidati da Ugo Pugliese, faceva proprio il vincolo del PAUR, ovvero la rimozione e il conferimento dei veleni presso discariche autorizzate fuori da Crotone e dalla Calabria. Voglio con orgoglio ricordare che quel documento arrivato dopo tre anni di confronto serrato con ENI, porta anche la mia firma. È stata una battaglia con una multinazionale che non è certamente abituata alla sinergia tra le istituzioni che per la prima volta si presentavano unite nella difesa del territorio e della salute dei cittadini. Altro che “Collina dei Veleni”! La verità è che oggi si cerca in tutti i modi di rimuovere proprio quel vincolo, tanto che è stato necessario far nascere un Comitato a cui ho aderito, per impedire che ciò avvenga. Mi piace altresì ricordare che allora fu anche sottoscritto un Protocollo di Legalità tra Comune, Regione, Provincia e tutte le associazioni datoriali e sindacali, presso la Prefettura di Crotone alla presenza di S.E. il Prefetto Cosima di Stano, per prevenire tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata, in relazione agli interventi di bonifica del sito. Chi oggi prova a pescare nel torbido cercando di creare disinformazione e confusione dovrebbe, per il ruolo che ricopre alla guida della città, preoccuparsi di far rispettare quelle decisioni e costringere Eni ad adempiere alle decisioni assunte piuttosto che polemizzare con noi. Vorrei ricordare che la controparte non siamo noi, ma si chiama ENI e in questa direzione bisognerebbe concentrare ogni sforzo ed azione politica ed istituzionale. In questa battaglia è essenziale essere uniti a difesa dei valori della vita e della salute. I diversivi servono solo a chi vuole sfuggire alle proprie responsabilità e consentire di lucrare sulla pelle dei cittadini, a danno della nostra città.

Antonella Rizzo

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