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Congesi e Akrea – i difetti di un’Amministrazione comunale “Frizzi, Lazzi e Cotillon”

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Chiedo scusa a tutti coloro che avranno la pazienza di leggere il presente comunicato se, per un attimo, distolgo loro l’attenzione dall’atmosfera natalizia per soffermarsi sulle sorti delle partecipate del comune di Crotone, ma lo ritengo doveroso per rispetto nei confronti dei lavoratori di Congesi e Akrea, il cui futuro è adombrato da innumerevoli incognite.
Su Congesi, mi sono pronunciato in passato e non è il caso di riprendere quanto è stato già oggetto di discussione in Consiglio comunale e di un precedente comunicato stampa (6 ottobre 2023) cui rimando solo per non dimenticare spessore e qualità di chi amministra la nostra città, puntualmente, riproposti nell’affrontare vicende similari come quella di Akrea.
Resta solo da rimarcare che, a prescindere dai risvolti giudiziari che vedono Congesi dover rispondere dello stato di insolvenza maturato nei confronti di Soakro e che potrebbero segnare la sua fine, la storia del consorzio gestore del servizio idrico nella provincia di Crotone si è connotata per una manifesta violazione dei principi di sana economia.
Ed infatti, risultava comprovato dai dati fortemente negativi sul piano economico finanziario conseguiti sin dal primo anno di vita che l’ente, gestito direttamente dai comuni consorziati con socio di maggioranza quello di Crotone, era destinato alla chiusura perché costituito sulla falsariga della fallita Soakro.
Eppure la “triade” che governa la città di Crotone (Voce, Cretella e Scandale) ha ritenuto di lottare, in totale spregio dei principi di equilibrio di bilancio che devono presiedere la gestione delle partecipate, per il mantenimento a tutti i costi del consorzio.
Prova ne sono la mancata considerazione del suggerimento dell’allora vice sindaco della giunta Pugliese di valutare l’opportunità di chiudere il consorzio sin dal 2018 perché esperienza fallimentare, la noncuranza ai rilievi dei revisori che sottolineavano la mancanza dei presupposti di continuità aziendale dell’ente; l’aver disertato il Sindaco i tavoli delle trattative con il fornitore Sorical per trovare una soluzione bonaria alla persistente morosità nell’ottica di salvaguardare gli attuali posti di lavoro; l’avere appoggiato il comune la querelle giudiziaria instaurata dal consorzio contro Sorical stessa; nonché il parere dell’ovvietà redatto dall’ennesimo professore universitario di turno che ha garantito in merito all’insussistenza di alcun obbligo di legge di ripianamento delle perdite da parte del comune.
Tutto questo risponde alla logica della vecchia e malsana politica, di cui la “triade” è degna prosecutrice.
Ed infatti, risulta “comodo e vantaggioso” lasciare ad un consorzio autonomo la gestione del servizio idrico e la responsabilità del suo fallimento senza alcun coinvolgimento da parte del comune socio, in particolare sul piano economico-finanziario, diversamente, l’ente comunale dovrebbe accollarsi l’onere di garantire la fornitura d’acqua ai propri cittadini, riscuotere il canone e pagare il fornitore ma tale gravosa responsabilità
non può essere assunta da parte di amministrazioni comunali non all’altezza, come, appunto, quella “sbarazzina” di Crotone.
Il dramma è che, nella vicenda Congesi, a subire le conseguenze di cotanta impunita e impenitente incapacità politico-amministrativa, alla fine, saranno esclusivamente i lavoratori, cui posso manifestare solo solidarietà in quanto vittime incolpevoli di un sistema malato.
E passiamo ad Akrea, muta il protagonista ma il canovaccio resta identico anche se, rispetto a quanto accaduto con Congesi, l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale si contraddistingue per aver condizionato in negativo l’operatività della partecipata in modo tale da metterne in discussione la sopravvivenza.
Ed infatti, in occasione del Consiglio comunale del 23 novembre 2023, convocato su mia richiesta unitamente ai consiglieri Le Rose, Manica, Cantafora, Meo, Arcuri, Riga e Venneri per discutere del futuro della partecipata, ho denunciato le pesanti responsabilità dell’Amministrazione comunale e dell’attuale governance della società, fondate su quanto era dato evincere dalla lettura di documenti ufficiali, così come avvenuto nelle sedute in cui si era discusso di Congesi.
In particolare, nella relazione al bilancio ordinario al 31.12.2022 del 20 giugno 2023, il Collegio sindacale ha attribuito al comune di Crotone la responsabilità della grave crisi economico-finanziaria in cui versa Akrea spa per: 1) inadeguatezza del contratto di servizio; 2) ritardo nei pagamenti dei debiti maturati dal comune per servizi ricevuti, i cui costi risultano anticipati dalla partecipata; 3) servizi resi su richiesta dello stesso e
non riconosciuti per mancanza di idonei atti di affidamento.
La pesante situazione di squilibrio economico-finanziario della partecipata ha indotto l’Organo di controllo, nel mese di luglio 2023, a segnalare al CDA di Akrea spa, ex art. 25 octies del CCII, la sussistenza dei presupposti per accedere alla composizione negoziata della crisi di impresa ai sensi dell’art. 17 CCII, assegnando il termine di trenta giorni affinché riferisse in merito alle iniziative intraprese per il salvataggio dell’azienda, peraltro, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 14, comma 2, del T.U.S.P. (Testo Unico
delle Società Partecipate), secondo cui: “qualora emergano…….omissis, uno o più indicatori di crisi aziendale, l’organo amministrativo della società a controllo pubblico adotta senza indugio i provvedimenti necessari al fine di prevenire l’aggravamento della crisi, di correggerne gli effetti ed eliminarne le cause, attraverso un idoneo piano di risanamento. La mancata adozione di provvedimenti adeguati (a prevenire l’aggravamento della crisi), da parte dell’organo amministrativo, costituisce grave irregolarità ai sensi dell’art. 2409 del codice civile. Vale a dire, denuncia al Tribunale per la nomina
dell’amministratore giudiziario.
Orbene, detto piano di risanamento da adottare “senza indugio” (recita la norma), indispensabile e indifferibile per il superamento della crisi economico-finanziaria di Akrea e gettare le basi per il salvataggio dell’azienda, richiesto dall’organo di controllo nel rispetto dei dettami del testo unico delle partecipate, non è stato ancora predisposto e ho motivo di ritenere che mai sarà predisposto.
Tant’è che, preoccupati della colpevole inerzia del CdA di Akrea e dell’Amministrazione comunale, in data 28 novembre, a firma dei consiglieri che avevano richiesto la convocazione del Consiglio comunale del 23 novembre (ad eccezione della consigliera Venneri), è stata inviata una nota al Collegio sindacale con cui, a conclusione di una sintetica ricostruzione delle responsabilità del CdA e del comune di Crotone, è stato
chiesto: “che il Collegio sindacale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2409, comma 7, Cod. Civ., voglia attivarsi per l’adozione dei provvedimenti previsti dalla citata norma nell’interesse della continuità aziendale di Akrea spa messa in serio pericolo dalla manifesta inadeguatezza dell’attuale Consiglio di amministrazione nell’affrontare tempestivamente la grave crisi economico-finanziaria della società partecipata” (denuncia al Tribunale per la nomina di un amministratore giudiziario).
Detta nota, a tutt’oggi, non ha avuto alcun seguito, sebbene presentata in forza di una norma di legge!!
Sicché, nell’assoluto e ingiustificato silenzio della politica, dei media, dei sindacati e dell’autorità giudiziaria, siamo giunti al 19 dicembre e non v’è traccia alcuna del piano di risanamento richiesto sei mesi prima dal Collegio sindacale, della denuncia di gravi irregolarità commesse dal CdA su impulso del Collegio sindacale ai sensi dell’art. 2409 Cod. Civ., nonché del presunto rinnovo del contratto di servizio da parte del comune (quello in corso è prossimo alla scadenza del 31 dicembre) preannunciato dalla “triade”
all’indomani del Consiglio comunale del 23 novembre.
In conclusione, un CdA inadempiente, forse perché non del tutto autonomo o forse perché,
semplicemente, non all’altezza, un Collegio sindacale pavido che non denuncia le gravi irregolarità commesse dal CdA e, per di più, un’Amministrazione comunale assente, per nulla interessata al futuro di Akrea, di cui, in cuor suo, auspica la chiusura definitiva anche se non dovesse avvenire a breve.
Ma che importa!! …. siamo a Natale, periodo di festa, l’Amministrazione comunale è impegnata in addobbi e decori urbani, a distrarsi e a distrarre in preparativi per l’evento di fine anno, sicché, Akrea, con i suoi problemi, il suo CdA inadeguato, la grave crisi economico-finanziaria, un contratto di servizio giunto al termine e non rinnovato, il baratro di una crisi senza sbocchi e senza attori di livello in grado di risolverla,
sono cose vecchie da buttar via a Capodanno per uno stile di amministrazione della cosa pubblica tutto “frizzi, lazzi e cotillon”.
Congesi e Akrea, oltre duecento lavoratori, due facce della stessa medaglia!!

Capogruppo Forza Italia
Antonio Manica

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