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Crotone: compiuto il “delitto perfetto”

blandino

La deputata grillina Vittoria Baldino ieri mattina ha presentato alla Camera un’interpellanza urgente sulla bonifica dell’ex area industriale di Crotone. Il punto di partenza è sempre lo stesso ovvero il tentativo di modificare l’esito della Conferenza dei Servizi decisoria del 2019 che obbliga Eni Rewind a portare fuori dalla Calabria i rifiuti, residuo della bonifica dell’ex area industriale crotonese che, nel 2001, è stata identificata con un decreto del Ministero dell’Ambiente come sito di interessa nazionale da sottoporre ad attività di bonifica.

L’interpellante ha parlato di un copione già scritto e recitato da una serie di attori più o meno inconsapevoli ponendo l’accento sul tentativo di «spostare il sacco putrido di rifiuti tossici da una stanza all’altra senza nessun giovamento per la città di Crotone». In aula ha risposto Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito che dando lettura ad una risposta preconfezionata ha dato una risposta tutt’altro che soddisfacente e sull’eliminazione dal nuovo piano rifiuti regionale del fattore di pressione (l’indice che stabilisce quanti rifiuti può accogliere una determinata porzione di territorio) la sottosegretaria all’Istruzione ha detto che la Regione ha inteso rimuovere quello precedente perché troppo generico e sta individuando un indice più stringente. Soprattutto a beneficio del territorio di Crotone.

La pentastellata ha voluto contro replicare in aula parlando di «delitto perfetto» perché nelle premesse del decreto di indizione è inclusa una nota dell’azienda Maio che prevede la realizzazione di una discarica in località Giammiglione, ipotesi rigettata ben sette volte dalla Regione e oggi possibile con il nuovo piano rifiuti che prevede la possibilità di realizzare discariche di scopo per la bonifica di siti inquinati. Dopo aver ricordato l’incidenza delle neoplasie sul crotonese, registrate dal rapporto Sentieri e dai dati dell’Istituto superiore di sanità, la Baldino ha chiesto al Governo di far rispettare ad Eni quanto previsto nella Conferenza dei Servizi del 2019 e come farlo, ha ricordato la deputata, lo ha scritto la stessa Eni quando ha previsto, in un allegato al Piano di Bonifica, la possibilità di portare i rifiuti per il 25% in siti del centro sud, un altro 25 in siti del Nord Est, un ulteriore 25 in siti del Nord Ovest e il restante 25% all’estero.

Secondo la parlamentare tale possibilità è stata abbandonata per ragioni di tipo economico, l’Ispra, infatti, ha calcolato che il costo della bonifica dell’ex area industriale nel 2012 era pari a un miliardo e 750 milioni, oggi il costo, dopo dodici anni, supererebbe i due miliardi. “Questa è la verità che sta condannando i cittadini di Crotone e su cui lo Stato fa spallucce – ha detto in aula la deputata – Eni non è lo Stato, il commissario Errigo non rappresenta Eni, ma lo Stato. Da tempo ha annunciato che verrà fatta a breve la bonifica, ma non ci dice dove verranno portati i rifiuti. Anzi, fa venire l’Esercito per analizzare, censire le opere di bonifica. Ma questo non serve a nulla, lo hanno già fatto con rigore scientifico Arpacal ed Ispra anche con il permanente coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente. Il Governo deve dire ai cittadini quando e dove verranno smaltiti i rifiuti. Tutte le istituzioni stanno facendo in modo che le regole non siano rispettate. Per questo mi sento di ringraziare i comitati civici che sono nati, a partire da “Fuori i Veleni. Crotone vuole vivere”. Noi come 5 Stelle non ci gireremo dall’altra parte e nemmeno i portavoce calabresi presenti in Parlamento e anche quelli che stanno fuori, come Elisabetta Barbuto che ringrazio per il suo impegno sulla vicenda”.

La Redazione

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