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Crotone: Conferenza dei Servizi del 3 maggio. Alcuni chiarimenti dell’ex Presidente della Regione, Mario Oliverio, ospite della striscia quotidiana Amare Crotone

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Si è tenuta il 3 maggio, a Roma, la Conferenza dei Servizi istruttoria, convocata dal Ministero dell’Ambiente al fine di discutere la variante al Paur su proposta di Eni per attuare la bonifica dell’ex sito industriale di Crotone. Alla Conferenza hanno partecipato più parti, alcune in presenza ed altre da remoto. La riunione si è divisa in due fasi, una prima fase rappresentata dall’intervento di Ispra e Arpacal che hanno messo in evidenza che la discarica di Columbra potrebbe accogliere i rifiuti per quanto concerne la capienza, mentre, sarebbe necessaria una modifica per il deposito del tenorm. Una seconda fase che ha visto l’intervento di Comune, Provincia e Regione. Il Comune e la Provincia hanno chiaramente espresso il loro “NO” alla variazione del Paur richiesta da Eni e che consentirebbe di lasciare i veleni a Crotone, mentre, la Regione ha pronunciato un parere sulla scorta di quelle che sono le sue competenze, mantenendo, quindi, un atteggiamento più soft, quasi a voler sorvolare la problematica. Dal canto suo Eni è rimasta ferma nelle sue posizioni, ossia quelle di voler lasciare i veleni a Crotone nella discarica di Columbra o creando una discarica di scopo. La decisione finale spetterà al Ministero dell’Ambiente che dovrebbe convocare, nei giorni a venire, una Conferenza decisoria. A proposito dello smaltimento dei veleni presenti sul territorio di Crotone, ieri, 4 maggio, ai microfoni della trasmissione pomeridiana Amare Crotone, è intervenuto l’ex Presidente della Regione Mario Oliverio il quale nella sua discussione ha fatto emergere dei dati molto importanti e significativi. Mario Oliverio ha posto l’attenzione sulla differenza tra il vecchio piano dei rifiuti e quello nuovo. Ebbene, nel vecchio piano dei rifiuti del 2016, approvato quando lui era Presidente della Regione, si era inteso distinguere i criteri localizzativi per l’individuazione di aree idonee per impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani, dai criteri localizzativi per gli impianti di trattamento di recupero e smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi, ovvero, i veleni. Nel nuovo aggiornamento, del nuovo piano, non si fa più ricorso a tale distinzione.

“In particolare il capitolo 32.2, che è il capitolo che praticamente regola l’esclusione dal campo di applicazione dei criteri localizzativi, vediamo – dice l’ex Presidente- quali sono i rifiuti che sono esclusi dall’applicazione del campo localizzativo. Tra i criteri che sono esclusi dal criterio localizzativo ci sono discariche per la messa in sicurezza permanente e impianti di trattamento dei rifiuti realizzati nell’area oggetto di bonifica e destinati, esclusivamente, alle operazioni di bonifica dei siti contaminati secondo le procedure del titolo quinto del decreto legislativo 152 2006, fermo restante l’obbligo di rimozione degli impianti di trattamento a bonifica conclusa, ovvero il caso di Crotone, il caso del sito industriale di Crotone, il caso di Eni. In questo piano si aprono le porte alla possibilità di realizzare discariche di scopo per consentire a Eni di lasciare i veleni nel territorio di Crotone, per modificare il PAUR, per modificare il vincolo posto nella Conferenza dei Servizi del 2019, del 24 ottobre 2019, quando la Conferenza dei Servizi all’unanimità, quindi Regione, Comune di Crotone, Provincia e Ministero, decisero di prescrivere in modo vincolante a Eni di portare i veleni fuori da Crotone. Con la modifica di quel piano si apre la possibilità a iniziative che possono consentire di realizzare nuove discariche di scopo. Devo precisare che proprio in relazione al piano che noi assumemmo, la Regione rimandò al mittente progetti di discariche che avrebbero consentito a Eni di portare i veleni da un punto all’altro del territorio di Crotone, spostandoli di 4-5 chilometri senza rimuoverli dal perimetro del territorio della città di Crotone e dalla Calabria”.

“Quindi” -conclude Oliverio- “Io credo che subito bisogna cancellare quel capitolo 32.2, bisogna modificare quel piano immediatamente prima che si entri nella Conferenza dei Servizi reale, perché quella del 3 maggio è stata una Conferenza di Servizi preliminare, allora il piano va modificato subito, tant’è che alla Conferenza dei Servizi del 3, convocata su richiesta di Eni, c’era un punto all’ordine del giorno, nuovo piano di bonifica presentato da Eni, trattino, piano dei rifiuti, cioè nuovo piano dei rifiuti, proprio per questo lo ricordo, per dire che Eni non a caso ha fatto riferimento a quel piano dei rifiuti che è stato approvato il 12 marzo, e non a caso ha chiesto la convocazione di una nuova Conferenza dei Servizi a distanza di un anno il 15 marzo, cioè tre giorni dopo che è stato approvato il piano dei rifiuti da parte del Consiglio regionale”.

Si evince chiaramente che una grossa partita si sta giocando a Crotone a scapito della città e dei suoi cittadini, che continuano ad ammalarsi e a morire di tumore. La salute degli stessi non sarà in alcun modo tutelata né salvaguardata se si consentirà ad Eni di lasciare i veleni in loco, cosa molto probabile dal momento che in Italia non ci sono discariche che possono accogliere tutti i veleni di Crotone, discariche che invece c’erano qualora la bonifica fosse stata attuata per tempo. Eni, dopo la Conferenza dei Servizi decisoria, presentò, infatti, un piano di smaltimento rifiuti che dimostra che le discariche all’epoca c’erano, invero, nello stesso piano era stabilito che i rifiuti andavano un 25% al sud Italia, 25% al nord est, 25% al nord ovest e un 25% all’estero. Ma perché Eni non ha attuato la bonifica? I tempi si dilatano oltre misura e nell’attesa che la bonifica abbia inizio, nessuna denuncia viene fatta ad Eni per omessa bonifica, il Sindaco si è guardato bene dal fare ciò e, quando la cosa gli è stata evidenziata nel corso dell’ultimo consiglio comunale, lo stesso si è giustificato dicendo che anche i privati avrebbero potuto e possono denunciare, una risposta, questa, che certamente non si addice a chi durante la propria campagna elettorale aveva messo in primo piano il risanamento della città battendosi contro Eni che, allora era definito il nemico, oggi, chissà, magari si è tramutato in un comodo alleato.

La Redazione

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