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Crotone: in consiglio comunale si discute ancora della bonifica

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Il consiglio Comunale di Crotone si è riunito nel pomeriggio di ieri 30 Aprile. L’ Assemblea, ha discusso, tra le altre, la mozione presentata dal consigliere Iginio Pingitore riguardante la bonifica dell’ex area industriale. Lo stesso si è definito rammaricato in quanto da circa 30 anni si parla del tema della bonifica che la politica sempre rimanda senza portarla a compimento, ogni tornata elettorale, infatti, porta solo ritardi e rinvii. Il consigliere ha anche evidenziato il fatto che in passato la multinazionale ha accettato il trasferimento dei rifiuti in altra regione o all’estero ma ad oggi nulla di fatto. Il tema dei siti inquinati di Crotone, ubicati in aree fortemente compromesse, dovrebbe rappresentare uno dei più importanti argomenti delle politiche ambientali sia per la tutela della salute dei cittadini, sia per la bellezza paesaggistica, perché le arre industriale una volta bonificate potrebbero diventare motivo di sviluppo e rinascita per la città di Crotone e invece no, tutto viene sempre rinviato e mai realmente attuato.

I toni diventano accesi quando ad intervenire è il consigliere Fabrizio Meo che rivolgendosi al Sindaco chiede allo stesso come mai non abbia riunito la giunta comunale per denunciare Eni per omessa bonifica e non si sia mai servito della delega al danno ambientale per verificare, appunto, il danno derivato dalla omessa bonifica. Il primo cittadino, senza molti indugi, anziché chiarire questo punto e spiegare il perché di questa omissione, ha inteso rispondere che anche i privati avrebbero potuto denunciare Eni, pensando forse, in questo modo, di scrollarsi di dosso colpe e responsabilità.

Da ultimo ricordiamo l’intervento della consigliera Carmen Giancotti la quale ha evidenziato quanto segue: “Noi consiglieri di minoranza avevamo richiesto un consiglio comunale straordinario sulla bonifica e avremmo voluto che questo consiglio si tenesse prima della Conferenza dei Servizi che si terrà giorno 3. Io parto dall’ultimo consiglio comunale dove il consiglio all’unanimità, quindi anche lei, Sindaco, ha votato per far sì che i rifiuti andassero fuori Regione”. Dopo aver invitato il primo cittadino alla calma, perché lo vede alquanto agitato, la Giancotti aggiunge: “Per quanto riguarda questo gioco forza che Eni continua a mostrare, lo vediamo, visto che giorno 3 ha richiesto una Conferenza dei Servizi, io vorrei ricordare che dopo il consiglio comunale che si è tenuto il 31 gennaio 2023, il consiglio regionale presentò una mozione, che impegna il Presidente della Giunta regionale a coordinare l’insieme delle istituzioni calabresi tese a contrastare anche in sede giudiziaria il tentativo dell’ENI di stravolgere il deliberato della Conferenza dei Servizi, quindi anche la Regione Calabria approva all’unanimità una mozione dove chiede espressamente che il vincolo, quindi il Paur non venga modificato e che, quindi, si rispetti la Conferenza dei Servizi decisoria che si è tenuta all’epoca nell’ottobre 2019. Ma quello che a me fa specie” -prosegue la Giancotti- “è che ENI dopo la Conferenza dei Servizi decisoria presentò un piano di smaltimento rifiuti, questo piano di smaltimento rifiuti dimostra che le discariche all’epoca c’erano, quindi ENI le aveva, infatti, nel piano di smaltimento dei rifiuti presentò che gli stessi andavano un 25% sud Italia, 25% nord est, 25% nord ovest e un 25% all’estero, quindi all’epoca c’erano le discariche, perché ENI non ha attuato la bonifica?”. Sulla stessa linea d’onda le dichiarazioni del consigliere Enrico Pedace il quale ha ricordato che in consiglio comunale si era votato all’unanimità affinché i veleni venissero portai fuori dalla città pitagorica.

Il Sindaco, rispondendo ai vari interventi, ha evidenziato più volte che prenderà parte personalmente alla conferenza di servizi del prossimo 3 maggio e che si batterà affinché i rifiuti siano portati fuori da Crotone. Noi ci auguriamo che ciò accada realmente dal momento che le uniche discariche nelle quali possono confluire i rifiuti tossi di Crotone sono situate all’estero e, a quanto pare, Eni non è disposta a trasferire gli stessi in queste discariche atteso che il costo che andrebbe a sopportare sarebbe alquanto elevato.

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