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Crotone: non rispettato il Progetto Antica Kroton che prevedeva la presenza di ritrovamenti archeologici in città

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In Italia, numerosi sono gli esempi di città nelle quali, all’ interno della cerchia urbana sono emersi ritrovamenti archeologici che convivono con la quotidianità degli abitanti. Così si prevedeva che fosse nell’originario Progetto Antica Kroton, così non sarà, in quanto, una sciagurata rimodulazione, tenuta segreta sino all’ ultimo, ha inteso, per ragioni ancora oggi rimaste inconfessabili, cancellare ad esempio, gli scavi archeologici che si era deciso fossero realizzati in P.zza della Resistenza ed in P.zza Mantegna. Va detto che da quelle che sono state le prospezioni non invasive, realizzate tramite strumenti per intenderci che poggiano sull’utilizzo delle onde radar o delle onde elettromagnetiche, si è scoperto, anzi, si ha la certezza che a circa cinque metri di profondità, a Piazza della Resistenza come pure a Piazza Mantegna, vi siano dei resti archeologici significativi che oltretutto, stante la collocazione e quindi, data la profondità, sono da riferirsi al periodo magnogreco. D’altro canto che ad esempio sotto Piazza Mantegna, vi siano importanti vestigia è una certezza assoluta e ciò in quanto, quando fu realizzato Palazzo Messinetti, noi lo sappiamo, perché ci sono documenti fotografici che ce lo ricordano, furono ritrovati resti importanti e d’altro canto tutta la zona che circonda Piazza Mantegna è costellata da ritrovamenti che sono stati occasionali in funzione di attività, ad esempio, di riparazione stradale, pensiamo in Via Firenze, quindi, non c’è alcun dubbio, che nei luoghi in cui originariamente era stato previsto il Progetto antica Kroton, all’interno della cerchia urbana attuale, per intenderci, vi siano degli importanti resti archeologici che attendono da millenni di essere riportati alla luce. Ancora, vale la pena di ricordare che le motivazioni addotte dall’amministrazione al fine di scongiurare la possibilità di procedere agli scavi archeologici auspicati, sarebbero persino risibili se non fossero talmente desolanti, considerato che si è inteso fare riferimento a generiche questioni di sicurezza e sicuramente non si sono invece addotte motivazioni di carattere scientifico o di sostanza che escludano l’eventualità dello scavo. La rimodulazione del Progetto Antica Kroton, voluta dall’amministrazione voce è stata perciò una iattura, ove si consideri che ha precluso la possibilità che si procedesse a scavo in zone particolarmente promettenti ubicate anche nel centro cittadino, circostanza questa, oltretutto, per quanto mi concerne che sarebbe una ricchezza di per sé piuttosto che uno svantaggio. Si sono persi addirittura degli anni a causa di questa francamente non facilmente comprensibile volontà dell’amministrazione di stravolgere un progetto al fine di reperire risorse che poi si pretendeva fossero utilizzate su una strada in dissesto idrogeologico, quella per Capi Colonna, totalmente priva non dico di luoghi archeologicamente di interesse, quanto, totalmente priva, di qualsivoglia di riferimento culturale. Sappiamo anche che nel corso della progettazione affidata a degli studi di caratura è emersa tale contraddizione al punto tale che si è dovuto rinunciare a quello che era il progetto iniziale a fondamento della rimodulazione, ma tutto questo ha comportato spese e perdite di tempo, tant’è che ancora il cosiddetto Cluster di Capo Colonna e ben lungi dall’essere oggetto di un qualche inizio lavori. Ci si dovrebbe domandare chi pagherà mai per tutto questo ed anche se dopo anni si sta cercando di dare, grazie anche al nuovo dirigente, dottor Senatore, un più corretto inquadramento alla progettualità nel suo complesso, siamo ancora lontani, non dico da una sua definizione ma persino, ancora, da una definizione del progetto generale. Anche su questo, come su tutto ciò che attiene alla cultura, l’amministrazione ha ampiamente dimostrato la sua più completa inadeguatezza. E quando parlo di progettualità culturale che è completamente assente in questa amministrazione la quale è completamente priva di una visione ma parlo anche specificatamente ad esempio del teatro che è lo stato è una scatola vuota, piuttosto che della, non saprei neanche di come definirla, discutibile, molto più che discutibile, operazione murales.

Fabrizio Meo

 

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