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Crotone: vicende sul parco archeologico e la soprintendenza

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Oggi sottoponiamo alla vostra attenzione due vicende che riguardano la città di Crotone. Da un lato si colloca l’invito a rivisitare l’intento di accorpamento del patrimonio statale archeologico ed architettonico di Crotone al Parco Archeologico di Sibari e dall’altro il voler procedere alla apertura della sede della Soprintendenza e dell’Archivio di Stato a Crotone. Al fine di avere risposte alle loro domande 13 Consiglieri comunali di opposizione di Crotone hanno scritto una lettera indirizzata al Sottosegretario di Stato alla Cultura, Vittorio Sgarbi. I Consiglieri comunali fanno leva sul fatto che il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di Dpcm che include la riorganizzazione dei musei statali italiani e porta, da 44 a 60, i parchi archeologici dotati di autonomia speciale e che, Crotone, posta al quarantottesimo posto, porta come dicitura: “Parchi Archeologici di Sibari e Crotone” gli scriventi vedono questo progetto non equilibrato e nocivo per la città di Crotone. La città pitagorica, infatti, presenta altri 90 ettari di Demanio dello Stato che va scavato e adeguatamente valorizzato, a ciò si aggiunga il centro della città in cui emergono reperti i più punti dopo l’effettuazione di scavi. Per tali motivazioni ci si oppone a qualsiasi tipo di accorpamento.

Iolanda Bauleo

 

Si allega la lettera inoltrata a Vittorio Sgarbi  dai consiglieri di opposizione

Prof. Vittorio Sgarbi

Sottosegretario di Stato alla Cultura

Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma

Crotone, li ‘ 13.09.23

Egregio Sottosegretario,
sollecitiamo il Suo intervento riguardo la situazione che stiamo vivendo nella città di Crotone, un tempo capoluogo del Marchesato crotonese. La nostra città che è stata da sempre particolare e diversa rispetto al resto delle città della Calabria, ancora oggi è l’unica grande polis magno greca, ad eccezione di Reggio, ad essere rimasta sul suo sito d’impianto grazie al suo porto naturale, grande bacino ionico tra Taranto e Io Stretto di Messina. Una Città con alle spalle una storia millenaria in cui I’archeologia, il passato remoto, potrebbe rappresentare il suo futuro economico e la sua rinascita culturale. Recentemente il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di DPCM che include un regolamento che apporta modifiche all’organizzazione del Ministero della Cultura, includendo la riorganizzazione dei musei statali italiani e portando da 44 a 60 il numero di parchi archeologici dotati di autonomia speciale di cui Lei ha delega. Crotone è nell’elenco dei 60 istituti autonomi di livello dirigenziale non generale (seconda fascia), esattamente al quarantaquattresimo posto: “Parchi Archeologici di Sibari e Crotone”
Il progetto di accorpare il patrimonio statale archeologico e architettonico di Crotone al Parco Archeologico di Sibari a noi appare quanto mai discutibile, non equilibrato e di sicuro nocumento sia alla nostra storia che al nostro già fragile tessuto culturale ed economico.
Quando parliamo di un progetto non equilibrato è perché Crotone ha solo apparentemente un Parco Archeologico limitato (Parco Archeologico di Capocolonna) poiché ha ancora altri 90 ettari di Demanio dello Stato da scavare e valorizzare che rappresentano la zona nord (o settentrionale) della città antica, inserita inizialmente nel grande progetto Antica Kroton, per non parlare del centro città, che ovunque si scavi, vengono rinvenuti antichi reperti, il più delle volte non valorizzati. A pochi chilometri da Crotone, inoltre, vi sono altri importantissimi siti archeologici: l’antica Petelia, Krimisa, Acerentia che completano la ricca offerta archeologica dell’intera provincia. Vogliamo parlare ancora del castello di Crotone e delle sue imponenti mura? Del castello aragonese di Le Castella 7 Del castello Federiciano di Santa Severina? La lista è lunga e Lei Onorevole lo sa anche meglio di noi.
Nel 2020, a rimarcare il valore della storia di Crotone, con decreto del 28/01/2020 n. 21, la città è divenuta sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone, per tutelare i beni dello Stato visibili e quelli che ancora non Io sono, per mettere freno aIl’insufficiente salvaguardia che ha prodotto una crescita esponenziale di reati di beni archeologici trafugati .Alla luce di quanto premesso crediamo che questa autonomia speciale, pensata in solitudine e in lontananza dai territori, non sia opportuna e non sia pensabile come accorpamento a Sibari.   È legittimo invece che si proceda all’apertura della sede della Soprintendenza (decreto del 28/01/2020 n. 21) e deII’Archivio di Stato a Crotone (forse unico capoluogo di provincia italiana a non averlo) per il quale dopo alcune interlocuzioni con il Ministero, con l’individuazione di alcuni immobili da adibire a sede, ad oggi non ci è stato dato di sapere nulla.
Ringraziando per I’attenzione e confidando in un Suo positivo riscontro, Le inviamo i più cordiali saluti e La invitiamo nella nostra bellissima città.

I Consiglieri Comunali

Anna Maria Cantafora (FDI)
Enrico Pedace (CONSENSO)

Marisa Luana Cavallo (LEGA)
Salvatore Riga (AZIONE )
Alessia Lerose (FI)
Antonio Manica (FI)

Fabio Manica (FI)
Danilo Arcuri (CROTONE CITTA’ Dl TUTTI)

Antonio Megna (CROTONE CITTA’ Dl TUTTI)

Andrea Devona (PD)
Carmen Giancotti (NOI CON L’ITALIA)

Fabrizio Meo (CROTONE LIBERA)

Giuseppe Fiorino (CITTA’ FUTURA)

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