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ELISABETTA BARBUTO PER LE INFRASTRUTTURE NELLA NOSTRA PROVINCIA

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Non più tardi di qualche mese fa un fantasioso quanto strumentale ordine del giorno di Fratelli

d’Italia relativo ad una metropolitana leggera tra Sibari e l’aeroporto di Crotone suscitò una grande

polemica fra i sostenitori della nostra Presidente del Consiglio e la sottoscritta. Perché fantasioso?

Semplice. Perché attualmente non esiste alcun collegamento ferroviario tra Crotone e l’aeroporto

per cui qualunque collegamento si fermerebbe a Crotone e per andare all’aeroporto occorrerebbe

necessariamente cambiare mezzo di trasporto. O meglio, potrebbe esistere in futuro se l’attuale

Governo fosse realmente interessato alla nostra zona ed il Ministro delle Infrastrutture prendesse

seriamente in esame quegli studi di fattibilità, da me più volte sollecitati, eseguiti da RFI – e pronti

da agosto di quest’anno – su un percorso alternativo alla galleria di Cutro che si trova sul percorso

della strada ferrata tra Crotone e Catanzaro Lido. Ebbene uno di questi prevede una deviazione della

linea ionica che andrebbe a toccare non solo l’aeroporto ma anche la località Le Castella

incrementando il traffico dello scalo pitagorico, ma anche rendendo più agevole il collegamento con

la splendida frazione di Isola Capo Rizzuto. Perché strumentale? Ancora più semplice. Perché era

solo l’occasione per legittimare quella parte politica, cioè Fratelli d’Italia, come l’unica realmente

interessata alla nostra zona carpendo consenso elettorale e nel contempo gettare discredito sul

lavoro che nella precedente legislatura è stato fatto dal M5S; lavoro quesTultimo che ha segnato una

netta inversione di tendenza rispetto al totale disinteresse che per anni ha regnato sovrano;

disinteresse che ha portato Crotone, tra l’altro e purtroppo ancora una volta, ad essere il fanalino di

coda della classifica fra i Comuni italiani.

Ricordo bene le vestali indignate dell’alto e basso Ionio che si stracciarono le vesti rivendicando a

quegli esponenti di Fratelli d’Italia la massima attenzione sulla nostra zona ionica facendo

intravedere mirabolanti e rocambolesche azioni se solo avessero potuto…

Bene. Non è passato poi molto tempo da allora. Ma oggi possono senza se e senza ma. Ma dubito

che faranno qualcosa per la nostra fascia ionica. Figuriamoci stanziare i fondi per il percorso

alternativo alla galleria di Cutro. E credo di poterlo affermare con una certa sicurezza alla luce

dell’emendamento presentato e segnalato fra quelli di Fratelli d’Italia in merito alla SS 106 e di cui

ha dato notizia ieri la deputata del M5S Vittoria Baldino la quale ha presentato, invece, un

emendamento affinché lo stanziamento sia aumentato a 8,9 miliardi e sia spalmato in un arco

temporale di 10 anziché di 15 anni come “munificamente” previsto nella legge di bilancio. Al

contrario, neanche sono stati effettivamente stanziati i fondi per la SS 106 per il tratto Sibari –

Crotone – Catanzaro che già il folto drappello parlamentare di Fratelli d’Italia tenta di “scipparli”

alla nostra zona ionica suddividendoli con la SS 1 Tirrenica (E 80).

Ancora meglio. L'On. Baldino ieri denuncia e stranamente il capogruppo di Fratelli d’Italia, On.

Antoniozzi, le risponde oggi affermando che l’emendamento era finito per errore; nella griglia dei

segnalati. In termini giuridici si parlerebbe di ravvedimento operoso, sicuramente non spontaneo,

ma indotto dalla tempestiva denuncia della nostra conterranea. In termini di vulgata corrente quando

la toppa è peggiore del buco che vorrebbe coprire….

Attendo altresì, ansiosamente, di riudire le voci delle indignate locali sacerdotesse di Vesta,

pubblicamente note per la loro voce totalmente disinteressata al proprio personale destino e che

oggi rischiano addirittura lo spegnimento del fuoco sacro della dea oltre che del loro furore

mediatico.

E lo dico perché non vorrei inevitabilmente giungere alla conclusione che , così come per l’ordine

del giorno di qualche mese fa, lo stanziamento previsto in tempi biblici per la SS 106 costituisca

esclusivamente lo specchietto per le allodole (opportunamente lustrato dalle sacerdotesse di cui

sopra) per continuare a perseguire il progetto del ponte sullo stretto, unico e vero progetto che

questo governo sembra avere a cuore, mantenendo nel contempo nel nostro mortificato territorio

ionico il consenso politico di chi ancora non si è reso conto della verità nuda e cruda. I fatti parlano

e dopo appena due mesi ci dicono chiaramente che questo governo non ha realmente a cuore le sorti

del popolo calabrese e, men che meno, del popolo del versante ionico. Stavamo andando avanti e

provano a fermarci di nuovo. Ma noi non siamo più disponibili ad attendere e soprattutto non siamo

più disponibili a farci depredare. Ora, come mai, sono in gioco la nostra vita e la nostra dignità.

Elisabetta Barbuto

Già deputata del M5S Crotone

 

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