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Flora Sculco: “La crisi idrica si combatte con sinergia istituzionale e impegno continuo”

Flora-Sculco

Ancora oggi, purtroppo, il nostro territorio soffre una crisi idrica che non è più una problematica
casuale ma è diventata endemica.
La crisi non nasce all’improvviso ma si presenta puntualmente ogni anno, e crea una condizione di
allarme e preoccupazione generalizzato ma soprattutto nel mondo agricolo e tra i numerosi
operatori turistici.
È inutile girare intorno all’argomento, le quantità di risorsa idrica destinata al crotonese da parte
della società produttrice di elettricità A2A, che gestisce i bacini idrici silani, sono insufficienti a
soddisfare tutte le legittime e naturali esigenze di questo territorio.
Questa crisi nasce nel passato ed è figlia di più fattori, ma soprattutto di un’infrastruttura vetusta, di
anni di mancata programmazione, e di una serie di furti d’acqua e di sperperi che ne riducono la
quantità e la portata, già insufficienti, così tanto da mettere a serio rischio culture e stagioni estive.
Ci troviamo difronte ad una inaccettabile concorrenza tra l’uso elettrico dell’acqua, quello potabile
e quello agricolo.
È questo avviene a causa di una convenzione, datata 1969, che fissa regole, indirizzi, contenuti e
quantità che, con il trascorrere del tempo si sono, via via, rilevati inadeguati e abbondantemente
superati.
Tra l’altro, nel corso di questi lunghi cinquant’anni, non si è minimamente tenuto conto del mutare
delle esigenze del territorio, di una evoluzione dell’agricoltura sempre più specialistica e bisognosa
di quantità d’acqua ed infine delle esigenze dovute alla crescita esponenziale di un’area a forte
vocazione turistica.
La convenzione del 1969 fissa condizioni che sembrano “fatte apposta” per subordinare gli
interessi pubblici a quelli economici e produttivi.
Infatti, i criteri fissati nella convenzione risultano in netto contrasto con i principi della normativa
Europea che ritenendo l’acqua una risorsa ed un bene primario e pubblico stabilisce una gerarchia
nel suo utilizzo che prevede l’uso prima potabile, poi irriguo agricolo, ed infine industriale.
In Calabria, invece, la gerarchia viene stravolta e rovesciata e l’uso potabile ed irriguo viene
subordinato a quello industriale.
Negli ultimi anni, grazia anche alla sensibilità e alla disponibilità dell’assessore regionale
all’Ambiente, Sergio De Caprio, il nostro Capitano Ultimo, siamo riusciti finalmente ad impostare
sia una programmazione di investimenti che ad aprire un confronto con A2A per modificare la
convenzione del 1969.

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Da Consigliera regionale e insieme all’infaticabile presidente del consorzio di bonifica, Roberto
Torchia abbiamo ottenuto alcuni risultati che oggi non vanno dispersi e dimenticati.
Risultati ottenuti grazie ad un lavoro che abbiamo svolto con continuità e in stretta sinergia tra
l’assessore De Caprio, il presidente del consorzio di Bonifica, Roberto Torchia e la sottoscritta
Consigliere regionale che ha funzionato e, per la prima volta in tutti questi anni e si sono ottenuti
significativi investimenti da lunghi anni attesi.
L’assessorato regionale all’Ambiente aveva, infatti, programmato una serie di investimenti su reti
idriche, sistema fognario e depuratori, anche nel nostro territorio, da finanziare tramite il Fondo di
Sviluppo e Coesione (FSC).
Tra gli altri investimenti, abbiamo ottenuto un finanziamento di 1,9 milioni di euro per ottimizzare
il sistema idrico del territorio di Isola Capo Rizzuto, con la realizzazione di una conduttura di
approvvigionamento dalla vasca del potabilizzatore di Sant’Anna, in modo tale da evitare
promiscuità tra l’acqua potabile e quella per uso agricolo.
Risorse già in possesso della città di Isola Capo Rizzuto.
Inoltre, 5 milioni di euro per la realizzazione del Depuratore di cui la città di Cutro era sprovvista.
Anche queste risorse sono state già convenzionate ed attribuite.
Sempre per Cutro ulteriori 400 mila euro per la realizzazione di una vasca di accumulo, così da
avere una propria riserva di acqua potabile, utile per affrontare eventuali crisi senza pesare
sull’irrigazione dei campi.
Questo dimostra, che si possono ottenere importanti e fondamentali risultati solo se c’è sinergia e
continuità nella iniziativa e nell’impegno politico, Istituzionale e Sociale.
E questo va fatto con il protagonismo dei Sindaci del territorio, che si devono fare carico di questa
responsabilità visto che Crotone e i crotonesi hanno drammaticamente attuato una scelta
autolesionista che ha portato il nostro territorio e la nostra provincia a non avere alcun
rappresentante nel Consiglio regionale.

-On. Flora Sculco-

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