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giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo

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Trenta anni, l’autismo come pesante compagno di viaggio e il desiderio di avere una vita il più possibile in linea con i ragazzi della sua età, con la consapevolezza di tutte le sue difficoltà.
Toti non ha mai mollato, e dopo una lunga gavetta il suo sogno si è realizzato: nel mese di gennaio ha firmato il suo primo contratto, grazie al lavoro di una rete che lo ha sempre sostenuto –
l’associazione Autismo Kr, la U.O. di Neuropsichiatria Infantile di Crotone e il Centro Lucrezia – servizi per l’autismo di Cz -, alla Mediterranea Catering e alla sua meravigliosa famiglia.
L’attitudine al lavoro, la costanza e il rispetto degli orari e degli impegni assunti, maturate durante l’esperienza lavorativa al Lido comunale inclusivo ONTHEbeach di Isola Capo Rizzuto, le
capacità di memoria visiva, l’attenzione ai dettagli, l’accuratezza e la precisione con cui svolge le attività manuali, sono i suoi punti di forza per lo svolgiomento delle mansioni a lui assegnate. 5 giorni a settimana per 4 ore al giorno, in qualità di addetto al confezionamento pasti, Toti si occupa dell’imbustamento della frutta e panini, della selezione del n° di confezioni delle posate e
bottigliette d’acqua da assemblare in singoli sacchetti. Con l’aiuto di un Job-coach, che non è mai lo stesso, ma varia a seconda della mansione da svolgere, quotidianamente controlla le schede di richiesta e sistema nei contenitori termici i pasti monoporzione da distribuire nelle scuole, con meticolosità e zelo aiuta i colleghi a tenere in ordine il magazzino merci ed è stato avviato all’acquisizione di competenze specifiche, a lui nuove, come la sigillatura dei piatti su macchina a rullo. “Toti è un ragazzo che apprende tutto molto velocemente – afferma Carlo Fiorino. È davvero volenteroso. Più passa il tempo più riesce a memorizzare e capire le dinamiche di un lavoro complicato come quello del Catering. Spesso e volentieri è lui a insegnare qualcosa a noi. Ci ricorda quanto siano importanti le cose della vita che diamo per scontato. Consiglio a qualunque imprenditore di provare questa esperienza che ti restituisce tantissimo e ti accresce”. La storia di Toti è un importante esempio di come, costruendo progetti di vita da molto piccoli, anche di fronte a fragilità che sembrano escludenti e in presenza di imprenditori sensibili e virtuosi come Carlo e Maurizio Fiorino, si possano avviare inserimenti lavorativi graduali, monitorati e protetti grazie ai quali consentire anche a ragazzi inabili al lavoro di sentirsi parte di un contesto lavorativo, rendersi utile e trovare grande giovamento e felicità. Le persone con autismo subiscono pesantemente la schizofrenica realtà dell’inclusione scolastica di
tutti nella scuola di tutti e la segregazione al termine del percorso scolastico. Mentre per l’inclusione dei bambini e adolescenti si ha un interlocutore privilegiato che è la scuola, per gli adulti i luoghi di lavoro devono corrispondere alle diverse inclinazioni della persona con disabilità, così come deve avvenire per ogni cittadino lavoratore. Il settore alimentare, come dimostrato da numerose evidenze scientifiche, è quello che più si addice a molte persone con disturbi dello spettro autistico. Generalmente note per il loro buon appetito, esse trovano nell’ambiente stesso e nella finalità del lavoro lo stimolo e la motivazione, che deve, però, sempre essere accompagnato al rispetto delle regole dell’igiene e della prevenzione delle tossinfezioni alimentari. Fondamentale nella formazione di Toti, rispetto questo ultimo aspetto, che segna la differenza tra il “cucinare per sè e il cucinare per gli altri” è stata la lunga formazione “offerta” con generosità e nota professionalità dallo Chef Crotonese Ercole Villirillo da sempre sensibile al tema della disabilità e della ristorazione inclusiva che per oltre 10 anni una volta a
settimana ha insegnato nella cucina del suo ristorante a Toti le regole e i trucchi del mestiere. La storia di Toti, l’esperienza virtuosa di PizzaAut e di tante altre realtà presenti nel panorama
nazionale, non devono restare isolate, ma essere uno stimolo per realizzare progetti mirati che vedono coinvolti famiglia, scuola, Centro di Salute Mentale, Servizi Sociali, Centro per l’Impiego, Enti del Terzo Settore e Aziende del territorio. Questi sono gli stakeholders che devono essere coinvolti in un progetto formativo capace di intercettare i bisogni delle imprese e delle aziende conciliandoli con i “talenti” delle persone con autismo, di prepararli all’inserimento in azienda, attraverso l’utilizzo di un approccio proattivo di matrice comportamentale volto a migliorare le capacità adattive e limitare i comportamenti problematici, di preparare i referenti aziendali sulle loro caratteristiche cognitive/sociali per farli diventare punti di forza e non barriere, sulle misure compensative e dispensative e sugli accomodamenti da adottare per favorirne l’inclusione. La scuola deve diventare un punto di partenza e mai più la fine dell’unica opportunità inclusiva dei ragazzi con autismo, e pertanto occorre aiutarla e sostenerla per utilizzare al meglio strumenti come l’alternanza scuola-lavoro, ai fini di potenziare le abilità individuali e trasformare le peculiarità in punti di forza professionali. L’augurio in questa giornata importante per le famiglie con autismo è che con il giusto e dovuto impegno di tutti questa storia oggi “straordinaria” possa nei prossimi anni essere raccontata come una delle tante storie di “ordinaria” inclusione.

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