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I CENTO ANNI DELLA NASCITA DI PIER PAOLO PASOLINI E IL LEGAME CON IL CROTONESE E LA POESIA DEDICATA ALL’ECCIDIO DI MELISSA

Pasolini-Pier-Paolo-US-Vito-Barresi-24-10-2022

29 ottobre 1949 È una data importante per la storia del mezzogiorno, facciamo memoria di una triste
vicenda: “l’Eccidio di Fragala’”. Siamo in provincia di Crotone precisamente a Melissa, dove Persero la vita
tre contadini coinvolti nelle ribellioni contro i signori del tempo per un pezzo di terra, per un pezzo di pane.
Con la morte dei giovani Melissesi, il diritto al lavoro veniva così calpestato senza nessuna pietà.
Tragedia che verrà ricordata nel tempo da scrittori, politici, musicisti e poeti.
Per l’occasione vogliamo rileggere i fatti con un testo poetico di Pierpaolo Pasolini Nel centenario della
nascita.
Un testo di altissimo spessore letterario e storico, testimonianza in versi dell’impegno sociale e civile dello
scrittore e poeta, un omaggio del suo amore verso il sud.
Partito dalla Liguria a bordo di una Fiat 1100 nell’estate del 1959, Pasolini dà vita al suo reportage di viaggio
lungo lo stivale, giù fino in Calabria luogo che più di tutti ha suscitato sentimenti contrastanti al poeta
friulano.
“ Poi la strada lascia il mare e si interna in una zona, tutta gialla, con le colline che sembrano dune
immaginate da Kafka.il tramonto le vele di un rosa di sangue.”
Per il 10º anniversario dei fatti di Melissa Pasolini definirà il tutto come “opera del popolo“ evento epocale
che ha segnato la storia della Calabria e dell’intero mezzogiorno.
“… questi sono dati della vostra realtà: se poi volete fare come gli struzzi, affar vostro. Ma io ve ne
sconsiglio. Mi dispiace dell’equivoco: non si tiene mai abbastanza conto del vostro “complesso di
inferiorità“ della vostra psicologia patologica, della vostra collettiva angesi o mania di persecuzione. Tutto
ciò è storicamente socialmente giustificato.E io non vi consiglierei di cercare consolazione in un passato
idealizzato e definitivamente remoto: l’unico modo per consolarsi è lottare, e per lottare bisogna guardare
in faccia la realtà”.

Flavia Lombardo

 

LA POESIA

“C’è una poesia, su questa Unità –
tra tante parole in riga come erbe in
una zolla: – ragazzi, quel poeta
doveva essere così felice – quando
piangeva – per i braccianti
calabresi. Come noi
nell’uccellanda, – tranquilli che
aspettiamo gli uccellini – e poi
ridendo gli schiacciamo il capo, –
quel poeta doveva essere tanto
tranquillo come un vecchio, – e
parlava come parlando a buoni
spiriti – a ragazzi e vecchi mezzi
addormentati, – parlava come se
avesse una bocca nel cielo – e una
bocca su questa terra, – le sue parole
dicevano… – che il contadino aveva
deposto – la rabbia in fondo al
mare” che il – suo sorriso era come
un paesaggio – che scivolava sulle
labbra fangose”… – Poveri morti
della Calabria, ah maledetto – chi vi
ha massacrati – perché anche noi,
ragazzi nel Veneto, – non abbiamo,
forse, “membra di diamante” – e
“malinconia selvaggia”? Non siamo
– “solcati da lampi e intrisi
d’azzurro”? – Gli dici “Riposa”,
“Dormi”, perché – quei morti vanno
per i campi pieni di sole, dentro
nell’avvenire – nell’alba che non sa
più suonare l’Ave… – Gli dici, poeta,
che tu non vuoi – nasconderti dietro
agli occhi chiusi, – guarda, guarda
bene, – noi siamo quei morti ancora
vivi – quando avevano quindici anni
– e la miseria spinge anche noi, il
nostro canto, come quello di quei
poveri muti, laggiù…

LA PUBBLICAZIONE DI QUESTA POESIA E’ STATA E’ STATA CURATA DA VITO BARRESI (PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PREMIO CROTONE)

 

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