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I Crotonesi pretendono risposte

incendio

In una settimana abbiamo assistito a due disastri ambientali, uno, lo scarico di reflui fognari a ridosso di lidi molto frequentati una domenica di fine Luglio, l’altro, l’incendio di martedì caratterizzato da una coltre di fumo nero come la pece scoppiato in un capannone industriale. Il problema è che non rabbrividisco, come sarebbe giusto, per questi disastri, ma per il silenzio assordante delle istituzioni, delle associazioni ambientaliste e di chi comunque ha realmente voce in capitolo. Cos’è stato scaricato realmente a mare domenica scorsa da interdire i bagnanti dalla balneazione? Perché il divieto di balneazione è stato indetto solo dopo due giorni (guarda caso il pomeriggio dell’incendio) dalla tante segnalazione dei cittadini e perché è stato ritirato solo il giorno successivo? Cos’ha realmente bruciato all’interno dei capannoni ex sasol? Era materiale tossico? Perché le correnti che hanno allontanato i reflui fognari dalla costa e il vento che ha evitato che la coltre di fumo coprisse la città, hanno reso tutti più tranquilli? Perché ancora oggi dobbiamo far dipendere la nostra salute da casi meteorologici fortuiti? Voglio risposte!!!

ROBERTO CILIBERTO
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