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IL PRESIDENTE DELLA IV°COMMISSIONE CULTURA AL COMUNE DI CROTONE FABRIZIO MEO SUL PASSAGGIO DI COMPETENZE DEL CASTELLO CARLO V°

N.11.Castello Carlo V-v.1918

Il Decreto della “Direzione generale Musei e della Direzione generale archeologia, belle arti
e paesaggio” di recente pubblicazione, prevedibile presagio di quanto accadrà e più ancora, la
colpevole sottovalutazione di tutto quanto sta accadendo, addirittura da anni a questa parte, avuto
riguardo alla nostra Fortezza che fu di Carlo V, ed al nostro patrimonio, storico ed archeologico,
obbligano ad alcune elementari considerazioni.
Intanto, bisogna dare atto alla Commissione IV che quanto stava avvenendo ha molto più che
presagito, ed in funzione di quanto era facilmente prevedibile, si è fatta interprete di quelle che
dovrebbero essere le istanze di una Comunità che ha visto il Comune di Crotone trasferire, negli anni,
al Ministero circa 20 milioni di €.
Ad oggi pure a fronte del trasferimento di risorse così ingenti non abbiamo un Parco archeologico,
non abbiamo una degna sede della Soprintendenza e non abbiamo neanche un Castello, se è vero
come è vero che la parte più importante della Fortezza è immotivatamente chiusa da una mezza
dozzina di anni, un fatto incredibile e l’inverosimiglianza sta anche nell’assenza di reazione del
territorio.
Neppure è bastato destinare milioni di € delle risorse che erano destinate al Progetto Antica Kroton
al Ministero per attuare la bonifica del Castello o per altri scopi ancora. Tutte tali finalità, ad oggi,
sono state bellamente eluse, il Castello infatti rimane chiuso, il Parco archeologico è una spianata
desolata, nessun programma di valorizzazione né del “Parco archeologico” e neppure del Castello in
vista, tantomeno sono in programma scavi archeologici duraturi, o per meglio dire gli scavi
archeologici da parte del Ministero sono sì previsti (sappiamo che il Comune di Crotone ha quasi del
tutto rinunziato a riportare alla luce anche una sola pietra dell’antica Kroton), ma nell’area Ariston,
dove gli stessi avverranno, indiscrezioni dicono che fatti gli scavi, fatte le pubblicazioni scientifiche
del caso, tutto verrà ricoperto.
Oggi arriva un decreto con il quale secondo il primo cittadino si opera un mero avvicendamento che
per la verità non avrebbe alcuna esigenza di un decreto e del resto se l’italiano ha un senso, ben altro
è il senso, del Decreto in argomento, ma staremo a vedere.
Soffermiamoci su ciò che invece è certo.
Il Sindaco, l’Amministrazione comunale, nonostante più volte sollecitati, sia in Consiglio Comunale
che nella preposta Commissione cultura, ad oggi, nulla assolutamente niente hanno fatto, nessun
passo hanno compiuto neppure per valutare l’opportunità di acquisire al demanio comunale il Castello
di Carlo V che pure ad oggi è sede dei locali che ospitano la Biblioteca comunale, (inagibile) , il
Museo civico, (non fruibile), senza contare che il Comune dispone, pure per gentile concessione e
per un orizzonte temporale oramai assai limitato, della magnifica Torre aiutante (o del Tenente), ad
oggi paurosamente sotto utilizzata, per quanto, la stessa, sia essa stessa sede, sulla carta,
dell’istituzionalizzato Museo civico.
Il Comune dispone, quindi, solo di una porzione del Castello che di fatto è utilizzata molto al di sotto
delle sue potenzialità, quanto, soprattutto, non può venire utilizzata allo scopo di attrarre
finanziamenti che siano conseguenti a progettualità che di certo non hanno possibilità di esprimersi
su un orizzonte temporale così ristretto, di qualche mese appena.
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Quello che sarebbe stato perciò lecito attendersi era un impegno dell’Amministrazione volto a
realizzare un piano di valorizzazione del Castello ed un’analisi di quelli che sarebbero i costi di
mantenimento della struttura.
Nulla di tutto questo è stato ad oggi anche soltanto tentato.
D’altro canto, il preposto Settore, le indubbie, notevoli professionalità al suo interno, così
magistralmente dirette, sono, per volontà politica, assorbite quasi completamente, a spendere i soldi
dell’Eni, impiegandoli, tra l’altro e l’elenco non è da intendersi come esaustivo, nell’ingaggio di
comici, cantanti, stewards, acquisto di sedie, palchi, fuochi pirotecnici ed a breve, possiamo supporre
nella predisposizione della degna accoglienza da riservare ad Amadeus ed alla sua Corte.
Stante le premesse, per quali ragioni il Ministero dovrebbe o anche solo potrebbe prendere in esame
la possibilità di cedere il Castello al Comune, fermo restando che ad oggi non esiste alcun atto
d’indirizzo in tal senso, nessuna richiesta formale, ma neppure niente che assomigli ad un piano di
valorizzazione e che le condizioni di abbandono e di sotto utilizzo della parte di pertinenza, ancora
per qualche mese, dell’Ente comunale, paiono così vergognose, e quindi, per quale ragione la
Direzione dei Musei e quindi il dott. Demma, non dovrebbe “prendersi” il Castello, e farne sontuosa
sede degli uffici del nascente “Parco archeologico Crotone – Sibari”, piuttosto che deposito di atti
polverosi e reperti vari ?
Finirà così, il Castello o buona parte di esso, quando saranno terminati i lavori di bonifica che lo si
ripete sono stati finanziati dal Comune di Crotone e mai concretamente iniziati, sarà adibito in tutto
o in parte quale sede di uffici, ma del resto, il destino di questa fortezza, pare, essere quello di essere
sede di “uffici”, così è stato prima e dopo l’otto settembre 1943, altra occupazione evidentemente,
non ci meritiamo.
Consigliere comunale
Avv. Fabrizio Meo

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