Cerca
Close this search box.

Il sindaco-demagogo Voce e la città di Crotone, come l’asino di Buridano

IMG-7874

 

“Un asino affamato e assetato è accovacciato esattamente tra due mucchi di fieno con, vicino a ognuno, un secchio d’acqua, ma non c’è niente che lo determini ad andare da una parte piuttosto che dall’altra. Perciò, resta fermo e muore”

Karl Popper, Il pensiero essenziale

Di colpe, negligenze, spesso inadeguatezze e incapacità, innegabili e inenarrabili e
inaccettabili del sindaco Voce e dei suoi sodali, sommandoli ai (pseudo) ragionamenti e
alle (pseudo) giustificazioni del direttore del museo di Sibari, Filippo Demma, sarebbe
meglio tacere. Di Voce sicuramente. Di Demma anche, o forse no, considerando che
appare, e forse lo è, un satrapo d’altri tempi, che, su questi ritardi e su queste inefficienze
del sindaco Voce , e sulle proprie ambiguità e sulle proprie doppiezze, ha costruito e
proposto, quasi propinato, al ministro della cultura Gennaro Sangiuliano un castello di (
finte ) verità, al solo fine di consolidare e giustificare l’accorpamento degli istituti museali
di Crotone al museo di Sibari. Ignorando di fatto, in maniera consapevole, che in un
proposta di legge – Riconoscimento dell’interesse storico, culturale e ambientale dell’area
della Magna Grecia e disposizioni per la tutela e la promozione del suo territorio –
presentata il 14 febbraio 2023 alla Camera dei Deputati sono stati individuati 23 siti
calabresi della Magna Grecia di cui 5 nella provincia di Crotone ( Kroton, Krimisa,
Akerenthia, Petelia e Phrourion ). Fatto questo che avrebbe dovuto consigliare e
suggerire a Filippo Demma, nella qualità di direttore generale dei Musei Calabria , più che accorpamento degli istituti museali di Crotone al museo di Sibari, l’unione dei siti di
Lokroi, Kroton, Kaulon, Sybaris, Krimisa, Akerenthia, Cossa, Lagaria, Petelia, Phrourion,
Mystia e Scolacium , per costituire una rete di siti archeologici all’aperto tra i più grandi e
più straordinari d’Europa. Un vero gioiello.
Per restare in argomento ritengo che l’assessore alla (quasi) cultura del comune di
Crotone invece di occuparsi e di dire la sua, prima dell’assessore all’ambiente, sulla
discarica di Giammiglione, la cui realizzazione questa sì, la trovo una vera forma di
resistenza sociale ed economica oltre che naturalmente culturale, a differenza di quello
che lui pensa, avrebbe dovuto e dovrebbe occuparsi di altro, in particolare di una vera e
propria discarica presente in città qual è il parco archeologico di Capocolonna. Questo è, o
dovrebbe essere, il suo compito . Così come dovrebbe essere suo compito, una volta
candidata la nobilissima e antichissima città di Crotone a capitale della cultura , mettere in
ordine e a regime l’intero sistema culturale cittadino, partendo dai contenitori e arrivando ai
contenuti, ancor prima di firmare uno o più protocolli d’intesa e ancor prima di farne
annunci urbe et orbi. Tutto questo nella consapevolezza , o almeno mi auguro che lui
abbia questa consapevolezza, che nè lui nè la maggioranza di cui fa parte saranno
“amministrativamente presenti” il giorno in cui Crotone dovesse presentare la propria
candidatura a capitale della cultura italiana . E non dimenticando che il teatro delle
parole che stanno cercando di mettere in campo è solo fumo e caldarroste, in linea con le
(false) promesse di rinnovamento e cambiamento di quella stessa compagine
amministrativa di cui anche lui, almeno per un certo periodo di tempo, fu acerrimo nemico
e fustigatore.
P.S. solo per questione di tempo sorvolo e non accentro la mia attenzione su questa
bizzarra e strampalata forma di partenariato pubblico privato del museo e del parco
archeologico di Capocolonna e dei giardini di Pitagora.
Museo e parco archeologico di Capocolonna com’è a conoscenza dei residenti e anche

dei pochi visitatori , ridotti ad un non luogo privi di una loro identità e di una loro
riconoscibilità.  E giardini di Pitagora, del re sto esistenti solo nella mente di qualche
mentecatto e squilibrato, ridotti ad un parco ludico più che a quello che, almeno nella
mente di chi l’aveva ideato, pensato e realizzato, doveva essere un parco tematico della
matematica e dell’epistemologia.
Al di là di queste velocissime considerazioni svolte a volo dell’uccello, a breve, su questi
argomenti, non secondari nè marginali rispetto al futuro prossimo di Crotone, io credo
andrà accentrata l’attenzione e l’interesse dell’intera comunità per una discussione che mi
auguro, e auspico, per come l’argomento merita e richiede, sia vera e profonda e
approfondita e a più voci. Senza l’intromissione di mercanti, di nani e di ballerine. Una
serena e, perché no, al limite, anche conflittuale riflessione tra persone normali che pur
non avendo nessuna verità precostituita e predeterminata in tasca, come umili artigiani,
con le poche armi a loro disposizione, il lavoro e l’impegno e il sacrificio e lo studio,
cercano piccole verità per ricomporre l’irrealizzabile e infattibile mosaico della verità, del
resto, nascosta tra le pieghe dell’imperante e dominante caos, creato ad arte da mentitori
seriali e faziosi diffamatori compulsivi.

“Accipe quod tuum alterique da suum”
(Prendi quello ch’è tuo e dà agli altri il loro)
Giovanni Lentini

Torna in alto