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Intervista a Mario Volterrani ricordando Pier Paolo Pasolini

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La città di Crotone ha avuto in passato la fortuna di avere
per le sue strade nomi imponenti della letteratura italiana.
Agli inizi degli anni sessanta si è voluto scommettere su un
sud, non solo analfabeta e povero, ma lungimirante e
dignitoso. Con la realizzazione del “Premio Crotone” tanti
personaggi illustri hanno soggiornato in città, come
Moravia, Corrado Alvaro, Ungaretti, Gadda, Bassani, De
Benedetti, Pasolini ecc.
Questo è stato senz’altro un appuntamento molto
importante perché si è riusciti a creare uno spazio di
incontro e discussione tra intellettuali, dove le riflessioni
hanno analizzato la realtà meridionale e i suoi ritardi
storici, osservando e focalizzando inoltre le sorti dei più
poveri oppressi dalla società.
In questo articolo vogliamo ricordare in maniera specifica
il poeta Pier Paolo Pasolini e le sue passeggiate per le vie di
Crotone. Ci soffermeremo su un incontro in particolare,
quello avvenuto con il signor Mario Volterrani,( all’epoca
era un’adolescente). Di questo incontro rimane una
bellissima testimonianza, una lettera di due pagine,

conservata nella collezione del poeta “Lettere” ed. Einaudi,
dove Pasolini descrive il giovane Volterrani.
Lettera molto significativa perché Pasolini si rivolge ad un
giovane con un’ideologia notevolmente diversa dalla sua,
per questo motivo trova spazio nei volumi editi da Einaudi.

Appena ti ho visto mi sono chiesto perché tu sei tanto sicuro di te. La ragione è
semplicissima: perché sei insicuro. Cammini per la tua strada tra i tuoi amici sotto il tuo
antico sole di Crotone, e pare che tu tragga la tua sicurezza dal cuore stesso della vita,
che in te è eretta e tagliente come una piccola spada.
Pare che tu abbia ricevuto, col fatto stesso di nascere e di esistere, una specie di grazia,
una specie di lume interiore, quasi carismatico, che ti trapela dalle pupille di piccolo
fenicio, di Italico pre-cristiano, in uno scintillio di ironia. Luce interiore e ironia,
sicurezza di te e ironia. Ma lo so
benissimo che gli eccessi mascherano sempre delle carenze. Perciò ripeto la tua sicurezza
è insicurezza, la tua luce interiore è oscurità, la tua ironia smarrimento. Cammini troppo
dritto, guardi troppo insolente per non nascondere qualcosa.
Pubblicato col titolo “Ad un alunno del III Geometra, in “Lo studente qualunque”; Crotone
12 dicembre 1960.
Questo scritto rimane come testimonianza di eventi, che
nel passato hanno segnato il cammino di crescita di una
comunità. Nell’intervista realizzata al signor Volterrani
nell’aprile del 2022 a distanza di 60 anni si è voluto
raccogliere il ricordo di un’epoca per comprendere chi
siamo stati, per poi poter camminare in maniera consapevole e dignitosa.

Flavia Lombardo

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