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La sanità crotonese

ospedale-Crotone

La Sanità Calabrese ed in particolare quella della nostra Città di Crotone e provincia, soprattutto nel corso
di questa pandemia relativa al Covid 19, ha dimostrato la capacità di saper affrontare una situazione di
emergenza, nonostante carenze strutturali e mancanza di personale a causa dei tagli alla Sanità e proprio
da tutto questo è nata, a novembre, la protesta da parte di Sindacati, dipendenti Ospedalieri e cittadini a
difesa del Sistema Sanitario Pubblico, in particolare contro i tagli scellerati che hanno portato a chiudere
servizi e a non elargire spettanze ai dipendenti. Ecco, proprio su quest’ultimo concetto, vorremmo
soffermarci e rivolgerci a chi probabilmente non ha capito il senso di tutto questo. La protesta è nata per le
mancate spettanze nei confronti del personale, quello stesso personale che, soprattutto nel periodo
pandemico, in questi ultimi tre anni (e sono tanti), non si è sottratto a sobbarcarsi di un grande sacrificio,
oltre, ma molto oltre l’orario di lavoro con spirito di abnegazione e senza possibilità di aumentarsi da solo lo
stipendio mentre altri, compresi il signor Sindaco, erano in smart working e infine per i tagli ai servizi.
Quindi, un sit in cui dipendenti e cittadini sono dalla stessa parte per chiedere di migliorare il Servizio
Sanitario Pubblico crotonese. Non ci capacitiamo ancora come sia stato possibile, da parte di un primo
cittadino che riveste un incarico Istituzionale, affermare gravemente e genericamente, che “per curarsi
bisogna andare fuori Crotone e questo non è accettabile” con una semplicità estrema e un’insensibilità da
fare tremare chiunque, senza pensare minimamente agli effetti dannosi delle affermazioni generiche. Non
solo, parole che colpiscono e uccidono sparando nel gruppo un’intera categoria di cui fanno parte
professionisti che hanno a cuore la salute delle persone tutte, senza distinzione alcuna, che a causa della
carenza strutturale e d’organico, con doppi turni, reperibilità per h 24 pagate 10 euro nette, sette-otto mesi
di ferie arretrate, in un contesto che, più fai e più vieni colpito nell’indifferenza di tutti, anche di chi sarebbe
preposto a difendere chi lavora con sacrificio, ma preferisce il silenzio e l’inerzia, salvano ancora persone e
Sistema Sanitario Pubblico che, per quello stesso lavoro che svolgono hanno rifiutato proposte al triplo
della somma che gli viene elargita nello stipendio, e questo perché credono nel Sistema Sanitario Pubblico
e credono ancora in ciò per cui hanno studiato: salvare vite umane. E questo è il ringraziamento? Uccidere
con le parole tutti, , indistintamente, come un qualunque cittadino che non ha lo stesso peso di ciò che
dice, ogni qualvolta succede ciò che in realtà e, forse anche di più, in tutta Italia e nel mondo. E che non si
dica che con quelle parole “per curarsi bisogna andare fuori Crotone” voleva semplicemente affermare che
mancano servizi. A questo punto, lo diciamo noi che non è più accettabile che figure istituzionali usino un
linguaggio comune che come pensi, dici, senza valutarne gli effetti. Non è accettabile che prima o dopo
quella frase non abbia speso una parola a favore di quanti ancora, con coraggio, continuano ad adoperarsi e
a maggior ragione non si dica che era sottinteso, perché vorrebbe dire non essere in grado di capire gli
effetti gravi che ne derivano, basta vedere i commenti sui social da parte di cittadini, generati da questa
frase proferita cosi semplicemente senza pensare agli effetti catastrofici, del tipo “ licenziateli tutti o vanno
ammazzati tutti”, che disconoscono il duro lavoro svolto negli Ospedali e che per farlo hanno studiato una
vita e continuano a farlo tutti i giorni, ma non è accettabile che lo disconosca un Sindaco. Senza fare
menzione al personale che si sacrifica ogni giorno equivale a voler distruggere ciò che abbiamo e la cosa
induce perplessità e dubbi. Cosa avrebbe detto il primo cittadino, visto il suo mestiere di insegnante, se
altra figura istituzionale, avesse detto che per studiare bisogna andare via da Crotone senza menzionare
che le mancanze magari sono strutturali e che non è rivolto a tutti gli insegnanti ma che ne esistono di
bravi? Forse chi ha fatto del proprio mestiere una ragione di vita, grazie ad affermazioni di questo tenore
sarebbe indotto a mollare e a dire chi me la fa fare a lavorare in un contesto di cotanta ingratitudine?
Avremmo desistito nello scrivere questa nota se la frase fosse stata detta da un cittadino qualunque, un
bambino, o dai quanti disconoscono la realtà di chi lavora in un sistema apicale malato ma non da un primo
cittadino. Necessario e importante sarebbe stato anche la semplice menzione di pretendere l’eliminazione
di fatto della distinzione tra Ospedali HUB e SPOKE, creata ad hoc per tagliare servizi in una provincia che
non ha collegamenti veloci con Ospedali HUB, per cui la lotta che avrebbe dovuto palesare con le parole

sarebbe dovuta essere preceduta dal ringraziare quanti si adoperano ancora oggi con coraggio e lottare
insieme a loro per i diritti di tutti, dipendenti e cittadini e pretendere l’eliminazione di queste differenze tra
ospedali la dove è necessario, e finalmente basare i servizi essenziali non sul numero di abitanti ma sulle
prestazioni effettuate e reali, calcolando la posizione geografica del nostro territorio e cosa più importante
chiedere, a chi ogni giorno si adopera per superare insormontabili ostacoli ( non a chi è messo li dalla
politica), cosa manca effettivamente e cosa sia necessario per migliorare il Sistema Sanitario. E qui
vorremmo aprire una parentesi, un parente di uno dei sottoscrittori di questa lettera aperta, che a causa di
un’infezione stava per perdere un arto e solo grazie al tempestivo intervento di un professionista
ospedaliero di Crotone che, nonostante esista un macchinario che avrebbe dato in una settimana l’esito del
germe che causava l’infezione, (mentre ad un costo, pare semplicemente di 30 mila euro, a Catanzaro
hanno un macchinario che da l’esito in due ore), ha salvato l’arto usando solo tutta la sua esperienza, ma
questo non fa altro che mettere in difficoltà i professionisti ed a rischio maggiore i pazienti tante volte di
più rispetto ad altri nosocomi. Questo dovrebbe fare un primo cittadino, informarsi, aiutare ad essere
aiutato e salvato anche lui come tanti altri cittadini e non utilizzare locuzioni generiche da denigrare tutto e
tutti. E vista la dichiarazione a seguire che per giorno 3 agosto è stata indetta una conferenza dei Sindaci
sul tema Sanità, vorremmo capire se il Signor Sindaco abbia le idee chiare per come rilanciare la Sanità a
Crotone così come le ha avute molto chiare nel proferire la locuzione suddetta.
Non dimenticando un dato fondamentale che è quello della riduzione di posti letto avvenuta non solo su
Crotone ma anche su Catanzaro e che non bastano neanche per quella parte di territorio.
La Segretaria cittadina IDM di Crotone Bruna Inzillo
Direzione Nazionale Lavoro e Welfare Domenico De Paola

Cittadinanzattiva Crotone e vice segretaria regionale e componente del tdm Regione Calabria Ines Maroni

 

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