Cerca
Close this search box.

LE LAPIDI DIMENTICATE DELLA CASA DELLA CULTURA

uccisione

La scoperta a volte richiede una buona dose di fortuna, soprattutto quando tra le mani ti viene consegnato un libricino che racchiude la storia di eventi accaduti. Pagine storiche di una città, che con il tempo rischiano di essere dimenticate. Stiamo parlando di un testo “Per l’inaugurazione Due lapidi commemorative “ di Nicola Sculco fu Domenico, che fa memoria dei martiri del 1799, uccisi a Cotrone per aver difeso idee e valori In cui credevano. Libro stampato a Cotrone nel 1907 dalla tipografia Pirozzi e ritrovato per caso in un mercato dell’usato a Pisa. All’interno è descritto con dovizia di particolari tutto l’iter di realizzazione e inaugurazione delle lapidi commemorative per onorare due pagine di storia della città di Cotrone. Racconti di vite sacrificate in nome della libertà e della patria . Si legge, che il 27 maggio del 1879 nell’archivio comunale, la giunta approva la realizzazione di una lapide commemorativa “in memoria dei fucilati del 1799”.
Ma chi erano questi martiri? Perché persero la vita? Perché fare memoria ancora oggi? Nel 1796 Napoleone Bonaparte aveva invaso l’Italia, le popolazioni insorgevano in massa contro i rivoluzionari in difesa della civiltà tradizionale italiana. Ricordiamo che i francesi avevano invaso lo stato pontificio destituendo il Papa invadendo anche il Regno di Napoli. Ferdinando IV nel 1798 emanò un proclama ufficiale col quale invitava tutti a difendere in armi il Regno e la religione contro l’invasore rivoluzionario. A questo appello rispose il cardinale Ruffo che da parte sua iniziò la riconquista della Calabria per poi muoversi verso il nord. Il cardinale costituì l’esercito della Santa fede ( sanfedisti), l’armata era composta da uomini appartenenti a tutti i ceti sociali , anche carcerati e briganti. Presero parte attiva alla restaurazione del dominio borbonico a Napoli, in difesa delle tradizionali monarchie. La marcia dell’esercito sanfedista fu scandita da massacri e saccheggi sin dalle primissime operazioni in Calabria. Crotone fu saccheggiata causando una strage di cittadini armati o inermi. Antonio Francesco Lucifero, sindaco della città (1799), politico e rivoluzionario, Bartolo Villaroja consigliere comunale e Presidente della Giunta, Ducarne colonello, Giuseppe Soriano cavaliere, persero la vita perché promotori dei moti giacobini crotonesi legati ai principi di libertà delle repubbliche giacobine francesi. La città ha voluto ricordare i suoi martiri, scrivendo i loro nomi su una lapide e a questa triste vicenda si pensò di realizzare e affiancare una seconda lapide per ricordare anche il sacrificio  dei fratelli Bandiera avvenuto nel 1844. Queste iscrizioni si trovano sulla facciata del vecchio
Comune della città. Questi uomini con grande slancio eroico e patriottico hanno segnato e scritto pagine gloriose per la storia moderna.
 Flavia Lombardo

#rivoluzionegiacobina #giacobini #sanfedisti #cardinaleruffo #risorgimento #fratellibandiera #crotone #cotrone #villaroja #ducarne #Soriano #Lucifero #storiacrotonese #castellocarlov #motirivoluzionari

Torna in alto