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LETTERA IN REDAZIONE DA PARTE DEL DR. VINCENZO GARRUBBA SULLA VICENDA ENI A CROTONE

ISPRA

Egr.io Direttore
Le scrivo, visto la confusione generata dalle recenti astruse esternazioni del Sindaco, per chiarire sulla questione ambientale a Crotone per quel che è possibile.
Di recente il primo cittadino ha affermato che: “Quando c’è da fare causa ad ENI ed alzare la voce questa amministrazione la sta facendo con autorevolezza…”.
I fatti smentiscano clamorosamente queste affermazioni e ne svelano tutta l’inconsistenza, ed aggiungerei anche l’ipocrisia. Basti rammentare innanzitutto i ricorsi del TAR che lo stesso Voce ha fatto scadere senza opporre alcuna resistenza. Infatti, non più tardi del 06 giugno 2021 usciva la sentenza del TAR Calabria n. 01132/2021 con cui veniva bocciato il ricorso contro ENI Rewind Spa sottoscritto da oltre 600 cittadini su invito proprio dell’ex ambientalista Voce, sempre nello stesso periodo, il 31 maggio 2021, veniva pubblicata la sentenza del TAR Calabria n. 01107/2021 con cui veniva bocciato anche il ricorso proposto dal Comune di Crotone. Ebbene, il Sindaco non ne ha mai fatto menzione, tantomeno ha intentato ricorso a tutela delle ragioni e nell’interesse dei cittadini, almeno contro la sentenza che riguardava direttamente il Comune di Crotone.
Quindi, altro che “alzare la voce”, ed a nulla serve sbraitare contro le consigliere comunali Cavallo e Giancotti perché proprio nulla ha fatto, tantomeno sull’argomento ha risposto al consigliere Meo. Piuttosto chieda scusa ai consiglieri ed alla città tutta, e con l’occasione chieda scusa pure all’ex Sindaco Pugliese, che, alla luce dei fatti, è l’unico ad essersi sostanzialmente contrapposto ad ENI, sebbene Voce lo abbia accusato del contrario, sempre con toni offensivi.
La mollezza ed inadeguatezza del Sindaco nei confronti di ENI è testimoniata anche dall’annuncio dell’imminente accordo con ENI in cambio di una manciata di milioni. In realtà, le parole del Sindaco sottendono la quadra raggiunta dallo stesso con ENI in camera caritatis, benché nessuno abbia contezza o conoscenza dei termini della trattativa. Insomma si starebbe per firmare, se non è già avvenuto (la procedura ministeriale è ripresa il 04.042022), un accordo “tombale” con il quale, in cambio di un miserabile contributo economico, si darà la possibilità ad ENI di:
non rimuovere migliaia di tonnellate di veleni pericolosissimi della bonifica, che rimarranno sepolti ad inquinare suoli e falde acquifere, circa 400.000 tonnellate (ricordi Sindaco quello che denunciavi?), messi solo in sicurezza permanente con il “capping”, così come non verrà raggiunto l’obiettivo di bonifica previsto dall’analisi di rischio di sito-specifica nell’area dell’ex Pertusola. Ebbene le stime dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale valorizzano la bonifica integrale ben € 1.721.584.798,00, senza tener conto la sofferenza e il dolore provocato alla popolazione;
non corrispondere 6 Miliardi di metri cubi standard di c.d. gas devettoriato, il cui valore di mercato, volendolo buttare proprio giù (per es. valutandolo a 0,05 € per mcs) sarebbe di non meno 300.000.000 €;
sventrare il sacro promontorio Lacinio con un nuovo pozzo, che era stato dichiarato dallo stesso proponente, cioè ENI, “inopportuno” perché troppo vicino alla scogliera marina ed al Sic di Capocolonna e soprattutto fonte potenziale di fenomeni erosivi!!! Quanto allego sui giacimenti è utile a capire l’inopportunità di praticare un nuovo foro che va dalla terra ferma a sotto l’area della marina protetta. Una follia pura ed una violenza inaudita per l’area, da scongiurare come la peste, anche e solo per la conformazione dei giacimenti, che, come si può vedere, si sovrappongono a diverse profondità proprio al vertice del promontorio Lacinio moltiplicandone i rischi;
perforare ulteriormente il sottosuolo e ficcare nei pozzi a mare già esausti, acqua ad una pressione elevatissima per terminare di fracassare le fragili rocce sottostanti senza alcuno studio preliminare sullo stato dei giacimenti e delle rocce. Trattasi, come sopra, di violenza gratuita ed insensata, con gravissime conseguenze per il territorio e scarsissimo ritorno per chi le promuove, Infatti i giacimenti, tutti, compreso quello di Capocolonna, sono esausti, sono esauriti, ed il dato è ricavabili dal trend delle estrazioni negli ultimi 18 anni che da circa 1,5 Miliardi di Mcs è sceso nel 2021 a circa 280 Milioni di Mcs anno. Una inezia, se paragonato al fabbisogno nazionale dii 70 miliardi di Mcs, che da sola basta a far capire che il rischio che l’attività comporta diventa totalmente illogico ed anti economico.
Anche le somme che ENI sarebbe disposta a dare al Comune per lo studio sulla subsidenza, non sono un risultato di Voce, basti sapere, e mi fermo qui, che trattasi piuttosto di impegno frutto di una prescrizione Arpacal nell’ambito del proprio parere nella procedura di VIA-VAS.
Dopo quanto detto, allora, caro Direttore, Le sembra che una manciata di milioni annunciati dal Sindaco, frutto di una personale ed oscura trattativa, siano il giusto prezzo che Eni dovrebbe pagare alla città? Ma anche, è giusto perforare senza ragione e porre in pericolo il sacro promontorio Lacinio??
Con cordialità
Vincenzo Garrubba

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