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Ritorno alla democrazia partecipata e partecipativa

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In un clima di (estrema) confusione e di un (rovinoso) caos e dopo averci riflettuto a lungo credo sia necessario e urgente che la “parte costruttiva e propositiva ” di questa città e di questo territorio esca dal letargo e faccia sentire la propria voce. Senz’ambiguità. E senza doppiogiochismi.

In questi ultimi anni alle spalle e sulle spalle di Crotone e dell’intero territorio provinciale si sono consumati e si stanno consumando una serie innumerevole di iniquità e di ingiustizie alle quali bisogna opporsi. Senza compromessi. Senza pacche sulle spalle. E, soprattutto, senza accontentarsi di (sterili) annunci e di (false) intenzioni. O, peggio, senza aver timore di eventuali scomuniche e di anatemi.

Crotone e i crotonesi meritano attenzione e considerazione e, sotto quest’aspetto, chiedono la fine di ogni ostilità e di ogni avversione nei confronti della città e del territorio.

Crotone e i crotonesi alzano (simbolicamente) bandiera bianca e chiedono, senza interferenze e ostacoli, e senza dover subire attacchi proditori e a tradimento, com’è avvenuto negli ultimi anni e come sta avvenendo (quasi) quotidianamente, di poter ritornare ad essere protagonisti, e non (inutili) comparse, del loro futuro e del loro destino.

Per questo, e per tant’altro ancora, bisogna uscire allo scoperto. E bisogna farlo il prima possibile. Prima che i danni arrecati e che si stanno arrecando a Crotone e al territorio diventino irreversibili. Uscire allo scoperto prima del D-Day al solo fine e al solo scopo che a nessuno possa nascere il dubbio e il sospetto che in campo e sullo sfondo ci siano solo meri e meschini interessi elettorali. Di appartenenza politica e/o di schieramento. Essendo invece il (complesso e complicato) tentativo di occupare la scena politica. E di occuparla nel modo più consono e più logico e per come previsto dalla costituzione italiana. Con la democrazia partecipata e partecipativa.

Un ritorno a quella democrazia partecipata e partecipativa che negli anni, tra il primo dopoguerra e la fine degli anni novanta, pur tra mille ambiguità e oscurità, videro Crotone e il suo territorio protagonisti di grandi e potenti e indimenticabili battaglie e lotte per il lavoro. La difesa del lavoro. E la dignità del lavoro.

Quello che si chiede è il ritorno ad una politica e una partecipazione politica incentrata sulle persone e sui territori. Un nuovo protagonismo e un nuovo attivismo per una nuova Crotone.

Giovanni Lentini

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