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Soppressione guardie mediche nella provincia di Crotone: misura penalizzante contro la quale mi batterò

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Così non va . L’Asp di Crotone deve ripensare il ridimensionamento delle guardie mediche.
La politica dei tagli in stile montiano non è in linea con il valore costituzionale del radicamento del servizio sanitario, ma risponde a logiche contabilistiche alle quali mi opporrò con forza, come ho fatto altre volte in parlamento. Sembrerebbe infatti che sette  comuni della provincia di Crotone dovrebbero subire un taglio passando  dalle 31 postazioni attuali a 24.
Insomma un taglio netto, che denuncia insensibilità, e  che forse dovrebbe fare riflettere qualcuno sulla opportunità di porre al vertice delle istituzioni sanitarie non solo persone preparate ma anche conoscitori delle peculiarità territoriali.
Ora, il dottor Brambilla sarà anche competente, ma dovrebbe evitare di applicare per automatismo criteri brianzoli in una realtà che presenta problematiche ben diverse e che  desidererebbe essere ascoltata con costanza.
Il territorio non è una Spa e non ha bisogno di capitani d’impresa, ma di managerialità sociale, che non significa protesa allo spreco, ma rivolta alla piena realizzazione del diritto alla salute. Non si possono accettare ridimensionamenti per di piu’  senza la concertazione con i territori, senza condividere un percorso con i sindaci. Pensavamo invero che fossero passati i tempi infausti delle decisioni che vengono assunte in maniera cesaristica senza un minimo di confronto con le istituzioni locali.
Nel caso di specie poi ,non si sta tenendo conto della realtà ma ci si fa scudo dietro a valutazioni ragionieristiche sicuramente presenti nell’accordo integrativo regionale (AIR) siglato dalla Regione (che prevede un medico ogni 5000 abitanti, un accordo che prima era 1 ogni 3000) ma che produce una riduzione delle postazioni.
È evidente che l’attuale piano delle Asp tiene conto solo di freddi numeri che cozzano con le reali esigenze del territorio. Si fa concreto quindi il timore di gravi disagi per la popolazione per via della inevitabile riduzione della assistenza  aggravata anche dalle particolarità orografiche  di un territorio  dove la guardia medica rappresenta spesso l’unico presidio sanitario di riferimento. Ci sono realtà come Petilia Policatro o Cerenzia, tanto per citarne alcune che distano 40 km dal capoluogo. Per questo il  ridimensionamento calato dall’alto   portera’ ad ulteriori disagi per la popolazione spesso over 65 e con patologie croniche.
Si aggiunga  il rischio di una progressiva e ulteriore paralisi del pronto soccorso con notevole aumento del numero di accessi. Chiedo che il piano venga ritirato e rimodulato secondo le istanze sacrosante dei territorio che non possono essere umiliati. Certe scellerate pratiche amministrative  aumenteranno le distanze dai cittadini ,concentrando nei grandi centri i pochi medici disponibili e costringendo i nostri anziani a spostamenti continui per gestire le loro cronicità e fragilità.
Perché questo  succederà ad esempio nei Comuni che perderanno le
guardie mediche.

On. Domenico Furgiuele

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