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STORIE DI DEVOZIONE MARIANA A CROTONE LINO PATRUNO E LA SUA GUARIGIONE

STORIE DI DEVOZIONE MARIANA A CROTONE. LINO PATRUNO E LA SUA GUARIGIONE

“ Rev.mo Don Armando, Questa Mia perché sia palese a tutti i fedeli della Vergine di Capocolonna la
grande grazia ottenuta da Lei, per la guarigione del mio bambino.
Poco tempo fa, il mio Linuccio si ammalò di broncopolmonite diffusa. Furono otto giorni di continue ansie e
trepidazioni, nei quali giorni, la malattia è andata sempre aggravandosi, tanto è vero che il nono i medici
curanti disperavano di poterlo salvare per complicazioni tossiche subentrate. Allora io, mio marito,
disperati e pazzi di dolore, ci portammo dinanzi al “Quadricello”della Vergine Che già da diversi giorni si
trovava a casa mia e chiedemmo a Lei, la grazia sospirata.
Dopo tante lacrime tante preghiere, sentimmo entrare nella nostra anima, come una grande certezza che il
nostro bambino, sarebbe guarito; ed infatti in quello stesso giorno in cui temevamo di perderlo, la
Madonna ci esaudì, facendolo sfebbrare completamente e mettendolo così fuori pericolo. Per così grande
grazia, le invio questa mia modesta offerta, quella della nonna, e delle zie.
Devoto saluti.
Ines Le Rose Patruno
N.d.r – È Generalmente riconosciuto il potere che sei uscita nella famiglia il glorioso Quadricello della
Madonna. Si può dire che in tutti i casi di infermità, esso è stato prodigo di grazia miracolose. Il Quadricello
è perciò benedetto e desiderato da tutti quelli che ne venerano la Madonna.
Questa bella testimonianza di guarigione è narrata nel giornale Eco di Capocolonna del 1937 Bollettino
Mariano, che raccoglieva tante testimonianze di fede e devozione popolare. Direttore responsabile
Mons.Armando Camposano, redattore prof.Gaetano Asturi.
La testimonianza sopra descritta appartiene alla famiglia del musicista , cabarettista tra i più grandi
protagonisti del jazz italiano, Lino Patruno, nato a Crotone il 27 ottobre 1935( maggiore di cinque fratelli).
Nel testo si esprime la forte devozione verso la Madonna di Capocolonna, venerata nelle città e la gioia
della guarigione del proprio figlio, avvenuta dopo numerose preghiere.
Un bel testo che mette in risalto le origini del grande artista e dei suoi legami con la terra natale.
Sappiamo che Lino Patruno in giovane età ha lasciato la sua città per andare a vivere prima a Milano e poi a
Roma.
Tanti sono i suoi successi legati alla sua lunga carriera, nel 1964 da’ vita al gruppo dei GUFI, nel 1977
partecipò alla trasmissione “Portobello” condotta da Enzo Tortora su Rai 2.
Per quanto riguarda la sua carriera musicale, ha suonato inciso dischi con alcuni dei grandi maestri della
storia del jazz. ( Albert Nicholas, Joe Venuti, Bill Coleman, Wingy Manone, Bud Freeman, Teddy Wilson,
Peanuts Hucko, Bob Haggart, Dick Cary, Jimmy McPartland, Eddie Miller, Yank Lawson, Billy Butterfield,
Bob Wilber, Spiegle Willcox, Dick Wellstood, Tony Scott, Bucky Pizzarelli, Wild Bill Davison, Kenny Davern,
Barney Bigard, Pee Wee…).
Nel 2010 era accanto ad Arisa nell’eseguire il brano Malamoreno’ in una puntata del 60 Festival di
Sanremo.
Se è vero che la vita è l’arte dell’incontro allora Lino Patruno è veramente un artista della vita, un’esistenza
piena di amicizie incontri, da Troisi a Frank Sinatra.
Nel suo ultimo libro “Amapola“ come epigrafe infatti ha scelto la frase “ho conosciuto tutti“.

Flavia Lombardo

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