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Studentessa del liceo scientifico Filolao commemora la giovanissima vittima di mafia Annamaria Torno

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IL TESTO AUDIO DELL’ARTICOLO

 

 

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione del primo marzo, ricorrenza in cui è stata assassinata nel 1996 a Ginosa in provincia di Taranto la
giovanissima Annamaria Torno intende commemorarne la memoria attraverso l’elaborato di Sofia Astorino della classe I sez. D del liceo scientifico Filolao di Crotone. “Oggi primo Marzo 2024, ricordiamo la strage avvenuta in questo giorno del 1996 a Ginosa (TA) che coinvolse undici ragazze rimaste ferite, che come ogni giorno venivano accompagnate a bordo
di un pulmino “Ford Transit”. Il mezzo era abilitato per nove posti, ma quel giorno ne trasportava sul posto di lavoro all’incirca tredici o quindici persone. Il veicolo era guidato da Pietro De Biase, caporale che partì da Ginosa con l’intento di arrivare all’azienda agricola Tarantini. Giunti quasi a destinazione verso le 07:30 avvenne l’incidente. Il pulmino venne investito da un’automobile che sfrecciava per la strada a grande velocità. Quello che all’inizio sembrava essere un semplice incidente stradale si rivelò un incidente sul lavoro causato dal caporalato. Annamaria Torno di soli 18 anni, ragazza promettente e piena di vita con tanti sogni da realizzare, fu la vittima più grave di quel tragico incidente. Venne portata d’urgenza all’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto, dove però arrivò già morta. Una semplice mattina di lavoro che le consentiva di guadagnarsi da vivere le costò la vita. Lei, come tanti altri, fu oggetto di un destino che non le apparteneva. Per lei lavorare nei campi era una scelta obbligatoria che le permetteva di vivere. Il fenomeno del caporalato ancora oggi è molto diffuso nelle regioni italiane, le quali sfruttano la manodopera a basso costo in agricoltura. In memoria di Annamaria e di tutte le vittime innocenti, si mette fine al caporalato con la legge n. 199 del 4 novembre 2016, la quale riconosce la gravità del reato e che obbliga a rispettare la dignità umana dei lavoratori garantendo loro il diritto al lavoro e la possibilità di vivere serenamente, senza la paura di uscire di casa per l’ultima volta e di non tornare più.” Certamente anche oggi lo sfruttamento purtroppo è ancora presente nelle realtà povere e depresse in molte aree del nostro Paese. È importante ricordare oggi la storia di Annamaria e trasmettere ai giovanissimi i valori che hanno animato la giovane vita di Annamaria. Il CNDDU invita nuovamente gli studenti e i docenti ad aderire al progetto #inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità. Gli elaborati possono essere segnalati al CNDDU che li renderà visibili sui propri canali social (email: coordinamentodirittiumani@gmail.com)
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

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