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GLI EBREI A CROTONE

A Crotone abbiamo la fortuna di avere i resti di una lapide conservata nel Museo
archeologico di Crotone, che testimonia la presenza della comunità ebraica nella città.
Reperto raro e prezioso, ricorda la morte di Ioshua ben Shamuel Gallico nel 1475 .
La Giudecca di crotone era situata nel suo centro storico, precisamente alle spalle della
cattedrale tra la chiesa di San Pietro e Santa Maria dei Prothospataris, luogo
identificabile nei pressi dell’incrocio tra via Giuseppe Suriano e via media sezione
pescheria.
Per capire il “perché” dei Giudei nel territorio crotonese dobbiamo fare un salto indietro
nel tempo partendo dal 70 d.C. quando i romani distrussero il tempio di Gerusalemme,
provocando così la diaspora del popolo ebraico e molti probabilmente giunsero in
Calabria. Riguardo a questo periodo non ci sono prove certe di giudei nella città , ma
solo supposizioni, la conferma dell’esistenza di suddette comunità in Europa parte dal VI
secolo, ne Abbiamo notizia certa in quanto il re di Spagna Sisebuto emanò nel 613 una
legge che obbligava il battesimo e quindi “ una conversione forzata”.
Nel sud Italia abbiamo certezza nel medioevo, esistono indicazioni anche negli scritti di
Gioacchino da Fiore, autore di un trattato dedicato ai Giudei con l’intento di convertirli :
Adversus Iudeos.
Possiamo affermare che tra alterne vicende di accoglienza ed espulsione, rapporti di pace
e tentativi di conversione, decine e decine di comunità videro la presenza ebraica fino al
XV secolo considerata età d’oro dell’ebraismo meridionale grazie alla politica benevola
degli aragonesi in Calabria, dove gli ebrei vivevano la loro vita religiosa erano ben
integrati e svolgevano varie attività. Tra i principali centri ricordiamo Nicotera ,Reggio
Seminara Gerace Placanica e Crotone. I documenti ci ricordano i principali mestieri
esercitati: medici e speziali.mercanti di tessuti, abiti, pettini e gioielli; Tintori di panni,
banchieri commercianti di zafferano, olio, frumento e bestiame; orafi e, infine, maestri
nell’arte scrittoria, non solo religiosa ma anche scientifica.
La cacciata definitiva Nel XVI secolo con gli spagnoli per ordine di Carlo V , contribuì
alla decadenza della Calabria, in particolare al settore legato alla seta in quanto essi
detenevano il monopolio creando condizioni vantaggiose per tutto il territorio. Se solo
dovessimo pensare ad un solo istante allo stato d’animo in cui si trovarono gli ebrei nel
momento in cui in tutto il vice regno, di contrada in contrada, di borgo in borgo, si
diffuse la notizia di una loro imminente espulsione, non si può che provare un
sentimento di paura, disorientamento e disperazione. Questa nuova diaspora vide
moltissimi ebrei in partenza per il Lazio e la Toscana altri diretti nell’impero ottomano
in Siria ed Egitto, i giudei rimasti si convertirono al cristianesimo sposando le donne del
luogo cercando di cancellare così le loro radici.
Grazie agli studi del professor Colafemmina sulla presenza degli ebrei nel marchesato di
Crotone sappiamo che questa comunità era molto ricca e fiorente in quanto pagava le

tasse più alte rispetto ai gruppi presenti nel resto della Calabria…. Un esempio per capire
la ricchezza della comunità crotonese sono i numeri:…Se a Cosenza erano tassati per
once due, a Castrovillari per tre once, a Rossano per cinque mentre a Crotone per ben 19
once. Durante l’occupazione angioina nei primi anni del trecento è segnalata inoltre la
presenza a Crotone di una sinagoga infatti risale al 1324 la concessione da parte di re
Roberto agli ebrei di Crotone di poterla restaurare.
Sappiamo inoltre che nel quattrocento a Crotone le comunità ebraiche erano molto
fiorenti… li vediamo anche partecipi ai lavori di fortificazione della città e del castello
alla fine del 1400. Numerosi Giudei de Cutrone commerciavano con la regia fabbrica,
altri rimasti noti come mastri e capomastri. La consistenza della comunità ebraica di
Crotone nel 500 Era la più ricca e tassata e anche la più numerosa rappresentava circa
l’ottava parte della popolazione di Crotone.
Oltre al primato del commercio nei centri del crotonese abbiamo anche quello inerente
alla medicina come risulta ben documentato dalla richiesta che fece il mercante Joseph
giudeo de Montealto che chiese al re Ladislao nel 1400 la licenza di esercitare le arti
mediche. Ricordiamo inoltre il medico mastro Leone Rahamin Morto a Strongoli nel
1441, Moysii Judei de Cutrono e il medico Salomon Ben Isaac ha-Laban noto perché
copio a Crotone nel 1472 per uso personale la fisica di Aristotele conservata a Parigi e
conserviamo inoltre anche la testimonianza di una guarigione da pleurite avvenuta a
Mesoraca nel 1471 grazie alle cure del dottor Salomon.
In conclusione La vita culturale dell’ebraismo calabrese è stata molto importante in
quanto furono copiati nella regione una ventina circa di manoscritti ebraici che attestano
una vivace vita intellettuale in quasi tutte le città calabresi Crotone compresa. Oggi
questi testi sono custoditi in diverse biblioteche del mondo, il loro contenuto attesta uno
spiccato interesse per la filosofia, la medicina, l’esegesi biblica e lo studio della lingua
ebraica.
Flavia Lombardo

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