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La Magia della festa… La Befana Folklore e tradizione popolare

Il Natale è il momento perfetto per tramandare le leggende, storie in parte vere, in parte inventate. La più famosa senz’altro è quella della Befana, una vecchina che vola sulla scopa e porta con sé un sacchetto pieno di tante cose. I suoi doni rappresentano dei simboli di buon auspicio per l’anno che e’ appena iniziato. Una tradizione molto antica , una leggenda narra che Numa Pompilio uno dei famosi 7 re di Roma avesse l’abitudine di appendere durante il periodo del solstizio d’inverno, una calza in una grotta per ricevere i doni da una ninfa. La notte dell’epifania è senz’altro una notte magica, dove si apre un portale tra la terra e il cielo tra l’umano e il divino facendo accadere eventi prodigiosi. Secondo alcune tradizioni e leggende calabresi la notte del 6 gennaio gli animali acquisiscono la parola. Durante la stessa notte sempre in riferimento alle credenze popolari, le fontane dei paesi versano olio e nei fiumi scorre vino, ma nessuno è in grado di accorgersene a meno che non sia stato del tutto puro e sincero. Questa festa nel tempo ha conosciuto momenti di oblio e fu addirittura screditata dalla chiesa, ma è solo nel 1928 durante il regime fascista che avrà un ruolo centrale. Il 6 gennaio 1928 l’Italia vedrà nascere la sua Befana fascista un nuovo pezzo di cultura nazional popolare. Il regime ebbe un’intuizione al limite del geniale sfruttare le debolezze, la povertà e miseria per tirarne fuori una poderosa arma propagandistica cercando di creare ed ottenere il consenso delle masse. La Befana di tutti- la nuova età dell’oro era iniziata. Al termine del fascismo questa figura verrà utilizzata sempre in tante situazioni, la Befana dei tranvieri, quella dei vigili urbani, quella dei ferrovieri.
Anche la RAI la utilizzerà per mostrare una figura più materna della Repubblica, distribuendo anch’essa i suoi pacchi .

Flavia Lombardo

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